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Cuccioli e bambini

Posted on 12 novembre 2014

Cuccioli e bambini è un bellissimo binomio, ma….

Quando un cucciolo gioca con un bambino è necessario che entrambi siano tenuti sotto controllo da una adulto durante i loro giochi, in particolare se il bambino ha una età inferiore a tre o quattro anni. Al cucciolo piace giocare come del resto piace al bambino con una differenza fra i due che spesso viene trascurata; il cucciolo gioca con la bocca mentre il bambino usa le mani, quindi è meglio  evitare di abbandonarli ai loro giochi senza un diretto controllo per evitare comportamenti naturali da parte del cucciolo e non sempre accettati dal bambino.
A questo proposito non abbandoniamo mai un bambino a giocare con più cani, anche se fossero vissuti fin da cuccioli con lui; i  fatti spiacevoli, anche tragici, sono imputabili solo all’incoscienza degli adulti.

Facciamo un esempio: potrebbe verificarsi che il bambino cada a terra durante il gioco con i cani. Le reazioni di questi  saranno istintivamente di aiuto e di soccorso e non di aggressione, ma sappiamo che i cani agiscono usando la bocca.
Se da quella incomoda posizione il bambino dovesse reagire ci si può attendere una contro-reazione più energica da parte del cane; a questo punto gli altri soggetti, che stavano attentamente osservando l’azione del primo cane, sarebbero indotti per l’istinto di branco ad un intervento inatteso.

L’azione in gruppo é di stimolo all’istinto predatorio in questo caso non desiderabile e questa azione sarà tanto maggiore quanto  più il bambino cercherà di sottrarsi al loro intervento.
Quando questi fatti si verificano si dice che i cani sono impazziti o che si tratti di soggetti squilibrati, ma  le cose non stanno così.
Certi giudizi potrebbero essere evitati se ci fosse maggiore conoscenza sul comportamento istintivo del cane in particolari situazioni.

Alcune azioni nei confronti dei bambini vengono definite  aggressive, ma in realtà non lo sono: per il cane cresciuto con il bambino sono comportamenti naturali in sua difesa ed é facile capirlo semplicemente tenendo presente il comportamento di un genitore.
Per sottrarre il suo bambino da un pericolo un genitore lo allontana prendendolo per mano e spiegandogli contemporaneamente il motivo del suo gesto.  Se dovesse farlo  il cane – e potrebbe accadere – userebbe l’unico mezzo per lui disponibile: “la bocca” e, naturalmente, non può spiegare al piccolo il motivo di questo suo gesto. E’ difficile far capire al cane che quando usa la bocca e stringe crea dolore e che al dolore segue una reazione.

Nel caso il bambino opponga resistenza a chi lo vuol sottrarre dal pericolo, ne’ il genitore ne’ il cane desisteranno dalla loro azione protettiva. Il genitore imporrà la propria volontà al bambino in modo coercitivo, ma al contempo cercherà di fargli anche comprendere il motivo di ciò. Il cane, al fine di raggiungere lo stesso scopo, potrà solo rafforzare la propria presa. E’ necessario, pertanto, spiegare ai bambini che l’animale non dispone di altri mezzi che della bocca, e questo suo comportamento é del tutto naturale anche se – a volte – può essere pericoloso.

Per fare in modo che cani e bambini convivano senza esporre questi ultimi ai rischi che ciò potrebbe comportare si deve loro insegnare  a rispettare il cane e si deve far loro comprendere quale debba essere il comportamento corretto nei suoi confronti.
L’adulto (in questo caso il genitore) può svolgere una efficace opera educativa  solo accompagnandola con il proprio esempio, dimostrando cioè, lui stesso di rispettare l’animale anche negli interventi correttivi.

Di solito i bambini tendono ad imitare gli adulti e nel caso un bambino veda il genitore maltrattare il cane, cercherà di imitarlo.
Anche mentre gioca con lui gli interventi del bambino nei suoi confronti avranno una impronta coercitiva che il cane non gradisce. Da qui possono scaturire reazioni indesiderate dell’animale che può scegliere di abbandonare i giochi, ma può anche reagire nei confronti del bambino.
Tutto ciò conferma che é il nostro comportamento che determina una corretta socializzazione ed influisce sulla formazione di un carattere equilibrato.

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