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Scelta del cucciolo

Posted on 18 novembre 2014

Vogliamo un pastore tedesco perchè ci piace quella razza con tutte le sue caratteristiche? O vogliamo solo un cane di taglia medio grande, di tipo lupoide, che sia il nostro compagno di vita? Se appartenete al secondo caso, evitate di finire nelle mani di qualche cagnaro, magari travestito da privato appassionato, che vi dice di avere dei pt puri, ma senza pedigree, tanto “se non fate gare il pedigree a che vi serve”…

I canili sono pieni di cani abbandonati, cuccioli e non solo, spesso destinati a diventare degli splendidi compagni di vita a chi ha amore da riservagli. Piuttosto che acquistare, magari a basso prezzo, un cucciolo di dubbia provenienza, rivolgetevi ad un canile per un’adozione, farete un bel gesto ed otterrete lo stesso scopo (anzi, se i canili sono seri, avrete anche migliori garanzie dal punto di vista sanitario).

Se volete un Pastore Tedesco

Siamo consapevoli di quello a cui andremo incontro?

Un cucciolo è un impegno che ci prendiamo e che modificherà la nostra vita. Il cane crescerà e resterà con noi per molti anni. E’ una scelta che dobbiamo ben ponderare. Un cucciolo richiede impegno, tempo a disposizione, cure. Per i suoi primi mesi di vita avrà bisogno di una guida costante e di un ambiente adeguato dove crescere. Una volta cresciuto influenzerà le nostre scelte di vita. Dovremmo considerare la presenza del nostro 4 zampe per gli spostamenti, le vacanze, per tutti i cambiamenti che la vita vorrà riservarci (e le dimensioni del pt in questo, non aiutano….spesso troverete che molte strutture accettano solo cani di piccola taglia… accidenti a loro, come se uno yorkshire abbaione e maleducato fosse meno “ingombrante” di un placido ed equilibrato pt).

Non acquistate un cucciolo se non tutti i membri della famiglia ne sono convinti, non acquistatelo se non avete spazi e tempi adeguati alle sue esigenze. E’ vero che non è necessario un giardino per far crescere al meglio un pastore tedesco, ma sappiate che, non avendo uno spazio adeguato, dovrete garantire al vostro cane del tempo per le passeggiate (a dire il vero dovreste garantirglielo comunque, anche se avete un giardino…)

Se avete dei bimbi non acquistate un cucciolo solo per far loro un dono. Il cane non è un giocattolo.

Come un bambino, deve essere educato, portato dal pediatra… ops.. scusate, veterinario, gli dovrete insegnare ad andare a guinzaglio, seguirvi, a rispettare le vostre regole, a capire che non può mordere e rosicchiare tutto quanto, dovrete gestire i suoi rapporti con gli altri cani …. quello che sarà da adulto dipenderà in buona parte dal numero di errori che farete quando è cucciolo e vi accorgerete presto che, mentre lui vi capirà benissimo, voi non sempre possiederete la stessa perspicacia nei confronti del suo linguaggio. Dovrete essere voi ad imparare a ragionare da cane (e non è facile come sembra).

Valutate, se siete dei maniaci della pulizia e il vostro cucciolo è destinato a vivere, anche solo parzialmente, dentro casa, cosa comporti avere un cane. Aspettatevi di dover lavorare di secchio e mocio (dopo poco vi chiederete: ” ma quanta pipì può fare un essere così piccolo?”) e, quando sarà cresciuto, l’aspirapolvere sarà un vostro prezioso alleato (ma quanto pelo può perdere un pt in muta???).

Vi capiterà che mangi qualche schifezza e la vomiti, che sbavi ovunque sul pavimento dopo aver bevuto….oltre ai bisogni fatti in casa fin quando non gli insegnerete a farla fuori (magari con qualche ascaride -leggi vermi tipici dei cuccioli- all’interno)

Se volete un pt perchè avete visto Rex, attenzione. I telefilm di Rex, carinissimi e piacevoli da guardare, sono, in realtà, una grande illusione. Il cane protagonista (anzi, i cani, perchè, fateci caso, nelle scene di inseguimento ai malviventi i cani sono diversi) è addestrato con il cibo a compiere una serie di esercizi. Il montaggio cinematografico fa il resto. Nella realtà, per avere un cane non come Rex, ma che sia gestibile ed educato e che si avvicini al modello proposto da Rex, dovrete metterci molto del vostro (l’intelligenza e la capacità di addestramento sono proprie dei pt, ma se non sapete tirare fuori le sue doti, il cane non sarà mai come lo avrete desiderato).

La stessa cosa si può dire per la scelta della razza. Un pastore tedesco non ha, in genere, nessuna controindicazione nè particolari difficoltà di gestione, a meno che non vi troviate di fronte a cani di linee di sangue particolarmente “toste” da un punto di vista caratteriale. Certo, se non sapete gestire uno yorkshire, alla disperata, potete sempre sollevarlo di peso.. con un cane di 40 kg la cosa si complica un tantino… ma il problema non è la razza del cane, quanto, come sempre, le nostre capacità di rapporto con l’animale.

Avete smesso di leggere scoraggiati? Meglio cosi… altrimenti proseguite….

Che pastore tedesco desidero?

Chiedetevi con calma, quali sono le vostre aspettative riguardo al cane e quali sono le vostre capacità di gestione. Se avete una famiglia con bambini, siete alle vostre prime esperienze, siete il tipo di persona che preferisce il dialogo al comando e vi scappa da ridere se dovete rimproverare qualcuno, a meno che non vi faccia seriamente arrabbiare, non andate da un allevatore a chiedere un pastore tedesco con grandi doti caratteriali, adatto per la guardia e la difesa personale. Un normale pastore tedesco, sano ed equilibrato, può fare ugualmente al caso vostro. Il solo aspetto fisico spesso funziona benissimo da deterrente per eventuali malintenzionati (e, se i malintenzionati sono assai decisi, nemmeno il più cattivo dei cani da guardia può molto, se non rischiare la propria incolumità)..

In genere, l’acquirente medio desidera un cane sano, equilibrato, senza difetti gravi, che sia un bel cane.

Poi ci possono essere persone che desiderano un pastore tedesco per partecipare alle competizioni, sia di bellezza che di lavoro, oppure un cane con cui potersi dedicare alla protezione civile.

In ogni caso leggetevi lo standard di razza, vi aiutera a capire meglio come deve essere un pastore tedesco e quali sono i difetti da squalifica.

Maschio o femmina?

Di solito la percentuale delle scelte è sempre per il maschio. Eppure, spesso, si tratta di pregiudizi. La femmina di solito è più gestibile, più adatta ad un neofita. Nelle femmine hanno minore incidenza le problematiche a livello delle articolazioni dei gomiti e sono più semplici da allevare correttamente nella crescita. Il problema del calore spesso è un falso problema. Per la femmina il problema calore si risolve avendo cura di non lasciarla libera nei periodi fertili, e, per quanto riguarda le perdite, se l’avete in casa, potrete senza troppe difficoltà abituarla alle apposite mutandine (non ridete, esistono e sono estremamente utili).. Il maschio, invece, quando sente femmine in calore vicino, può scappare, può restare per giorni a digiuno, piangere ed ululare per uscire e questo non accade soltanto ogni 6 mesi, ma ogni volta che ci sono cagnoline in estro in giro (e poi, chi ha dei maschi in casa sa che il liquido di lubrificazione del pene non è cosi evidente come le perdite ematiche delle femmine, ma non è il massimo su tappeti e moquette).

Comunque sia, scegliete secondo il vostro istinto, una volta individuata la cucciolata giusta e, se avete trovato un allevatore di fiducia, lasciatevi consigliare, visto che conosce i piccoli uno ad uno con le loro peculiarità caratteriali.

A che età acquistarlo?

Non fatevi tentare dall’effetto batuffolo. I cuccioli dovrebbero, almeno sino ai 60 giorni di vita, restare con la madre e i fratelli di cucciolata. Diffidate di chi vuole vendervi un cucciolo più piccolo. Tolti troppo presto dall’ambiente familiare potrebbero, crescendo, avere problemi seri di socializzazione con gli altri cani. Inoltre, il recente codice deontologico degli allevatori emanato dall’ Enci, stabilisce proprio come regola quella della consegna dei cuccioli non prima dei due mesi, anche per motivi di profilassi delle vaccinazioni.

Più di tre mesi. E’ una diceria che non si adattino alla vita famigliare.. Certo, occorre fare attenzione a come sono vissuti e all’ambiente in cui sono rimasti. Cuccioli e cuccioloni cresciuti in canile potranno avere maggiori problemi ad affrontare “il mondo”, nei rapporti con gli estranei, con i rumori e le situazioni di vita quotidiana a cui andrete a sottoporli.

Dove acquistarlo:

I cuccioli di razza in vendita li potete trovare nei negozi per animali, da privati che fanno una o più cucciolate, da allevatori amatoriali senza affisso, da allevatori con affisso.

Come orientarsi?
La prima regola è la più difficile da rispettare. Non farsi prendere nè dalla voglia di avere il cucciolo subito, nè dalla tenerezza che vi fanno quei piccoli batuffoli di pelo che vi vengono messi in braccio.
Siate cinici. Informatevi, fate domande, non scegliete il primo posto in cui capitate se non avete sufficienti garanzie.

I negozi di animali in genere sono i venditori più a rischio. Purtroppo, per poter essere competitivi nei prezzi, vendono spesso cuccioli provenienti dall’est europeo (cuccioli allevati in condizioni igenico-sanitarie precarie, oltre che bruttini) o cuccioli italiani presi da qualche cucciolificio multirazza (anche qui con qualche rischio, sia per la salute che per la qualità dei soggetti). Talvolta si trovano invece negozi seri che hanno diretti contatti con allevatori o privati che fanno cucciolate. In questo caso, ovviamente, il prezzo sale, considerando anche che il negoziante deve avere un suo guadagno per la transazione.
Se proprio volete acquistare così il vostro cucciolo fate attenzione che i cani proposti, abbiano un pedigree italiano, il microchip e il libretto sanitario, timbrato da un veterinario, con le prime vaccinazioni e le sverminazioni effettuate. Chiedete anche che vi vengano fornite le fotocopie dei pedigree dei genitori e del modello A consegnato all’Enci.

I privati
Anche qui potete trovare di tutto.
a) Il proprietario di una coppia di pt che ha voluto farli cucciolare.
Se vi propongono un cucciolo del genere chiedete di vedere i genitori, verificate se sono soggetti dotati di equilibrio caratteriale, se sono sani, se non sono consanguinei. Anche in questo caso pretendete il pedigree, verificate che sia stata fatta la denuncia del modello A all’Enci, pretendete microchip, sverminazioni e vaccinazioni. Può anche essere una buona soluzione, che consente di pagare un prezzo spesso inferiore a quanto richiesto da un allevatore. Ovviamente il livello di qualità del cucciolo potrebbe non essere molto alto, ma, se ad interessarvi sono salute ed equilibrio e l’accoppiamento è stato fatto con tutti i crismi, potete anche valutare l’acquisto.

Gli allevatori amatoriali.
In genere hanno più pastori tedeschi e fanno cucciolate anche per lucro, oltre che per passione. Ne troverete di seri e di meno seri. Anche qui i criteri di scelta sono: genitori visibili (almeno la madre, se è stato utilizzato uno stallone non di proprietà dell’allevatore), denuncia di monta effettuata (in questi casi molti tendono a non denunciare i cuccioli per evitare controlli fiscali e propongono cifre inferiori all’acquirente che decida di non chiedere il pedigree…). Diffidate da chi vi propone cuccioli figli di campioni o di altissima genealogia; è molto difficile che chi non possiede un affisso riconosciuto abbia già ottenuto grandi risultati. In ogni caso, fate i San Tommaso e chiedete di verificare tutto quanto vi viene detto.
Se potete, appurate quanti cani ci sono in canile (se ci sono molti cani è più facile che vi troviate di fronte ad un commerciante, piuttosto che ad un amatore) e valutate la pulizia, le condizioni igieniche, l’ampiezza dei box e la presenza di recinti in cui fare sgambare i cani.
In alcuni casi troverete persone che vi diranno di essere allevatori da moltissimi anni. Non sempre, pur non avendo un affisso riconosciuto Enci, ciò non risponde a verità. Ci sono casi di persone che, da anni, collaborano con allevatori e fanno cucciolate. Anche qui non abbiate paure di chiedere e ad informarvi

Gli allevatori con affisso.
Per ottenere l’affisso riconosciuto dall’ Enci esiste un iter selettivo, per cui, chi possiede questo riconoscimento, dovrebbe avere caratteristiche di serietà e di rispetto della razza in qualche misura “certificate” dall’ Ente Nazionale Cinofilia Italiana. Dovrebbe, perchè, dispiace dirlo, ma non sempre è così.
Prima regola. Diffidare degli allevamenti che si dedicano a molte razze. Fare attenzione che i cani che vi vengono proposti abbiano affettivamente l’affisso indicato (basta farlo mettere per iscritto, così eviterete la sorpresa di ritrovarvi un cucciolo che non è nato nell’allevamento che avete visitato), rifiutate proposte a buon mercato di cuccioli allevati da privati (allora tanto valeva andare direttamente dal privato in questione). Controllate, come per gli allevamenti amatoriali, le condizioni igieniche, il numero di cani presenti, gli spazi e la pulizia. Richiedete fotocopie dei documenti dei genitori. Pretendete che i genitori abbiano almeno l’esenzione da displasia. Se vi parlano di figli o nipoti di campioni, verificate.
Non abbiate timori se vi trovate di fronte a persone che vi appaiono diffidenti nei vostri confronti, che pretendono un appuntamento, che vi dicono di non avere immediata disponibilità di cuccioli e vi fanno domande su come e dove terrete il cane. E’ un buon segno.
Gli allevatori spesso e volentieri selezionano i clienti, accertandosi che siano adatti ai loro cuccioli, non fanno un numero esagerato di cucciolate, per cui è possibile che, nel momento in cui voi lo richiedete, vi dicano solo gli accoppiamenti effettuati e le date di nascita previste o vi segnalino cucciolate già nate, ma che, non avendo ancora l’età giusta, non possono essere consegnate. Se non vi fanno vedere i piccoli non stupitevi….nessun allevatore serio fa entrare in sala parto persone con scarpe che possono portare germi o virus (addirittura la persona che cura la sala parto si cambia per entrare dai cuccioli).

IMPORTANTE: ricordate che ovunque decidiate di acquistare il vostro cucciolo, questo DEVE avere il microchip (non accettate nessuna scusa a riguardo). Il tatuaggio, una volta indispensabile, oggi è facoltativo (alcuni allevatori lo fanno ancora, altri no)

Il prezzo

Variabile, a seconda di chi vi vende il cane. Difficile stabilire un criterio. In genere scendere sotto una certa soglia di prezzo è sempre rischioso. Considerate che allevare bene una cucciolata di 5 cuccioli sino a 60 giorni costa, senza considerare la monta dello stallone e le ore di lavoro impiegate, circa 200 euro a cucciolo, contando le spese per l’alimentazione e il veterinario (sempre che non vi siano costi aggiuntivi, ad esempio per un cesareo) e la denuncia di cucciolata. E questo per una cucciolata “fatta in casa” con i due pt di famiglia. Se invece considerate i costi per l’eventuale monta, le spese di acquisto della fattrice o quelle per brevetto, resistenza e selezione, spese per le esposizioni e, per chi ha una regolare partita, IVA tasse ed eventuali dipendenti… i conti potete farli da soli…

Il cucciolo “da esposizione”

Virgolette d’obbligo perchè nessun allevatore serio vi darà come certa la carriera espositiva di un cucciolo di 60 giorni. Potrà garantirvi la genealogia dei genitori, il fatto che ritenga il cucciolo un soggetto promettente, poco di più. Si dovrà aspettare il cambio dei denti, il controllo della displasia dell’anca e del gomito, valutare il carattere e se le buone premesse, da un punto di vista della struttura morfologica, verranno mantenute. Non sempre un cucciolo bellissimo resta tale crescendo e talvolta qualche “brutto anatroccolo” diviene uno splendido ed insospettato cigno.
Orientatevi per la vostra scelta su una femmina, più semplici da valutare, più facile trovarne di belle anche nella stessa cucciolata, meno problematiche nell’allevamento e nella gestione. Inoltre, male che vada, scegliendo una cucciola con ottima linea di sangue, potrete avere comunque una buona fattrice su cui lavorare.
Se siete alle prime esperienze non pensiate che un allevatore affidi proprio a voi il suo cucciolo più promettente. Al limite vi testerà con un buon soggetto medio per decidere eventuali collaborazioni future.
Non cercate cuccioli da podio in allevamenti che non hanno ottenuto risultati. Se non riescono ad averne per loro, non li possono certo vendere a voi.

Le comproprietà.
Se siete interessati ad un cucciolo da gara l’allevatore potrebbe proporvi la formula della comproprietà. Se non avete remore a considerare un cane non del tutto vostro, potete anche prendere in considerazione la proposta. Però attenzione, mettete tutto nero su bianco, da chi dovrà sostenere i costi del mantenimento, delle cure veterinarie, delle gare, dei brevetti e della selezione, cosa succederà del cane in caso non si rivelasse la promessa sperata, quali saranno gli accordi in caso di un’offerta di acquisto del cane… tutto quello che vi viene in mente e anche di più…fermo restando che, per mio consiglio personale, è bene accettare una comproprietà solo nel caso in cui si abbia avuto modo di conoscere e lavorare per qualche tempo con l’allevatore in questione. Non abbiate fretta.
Nel caso poi cerchiate un cane da gara, potrebbero proporvi un cucciolone o un cane di più di 12 mesi. Anche qui dovrete riuscire a capire se si tratta di una proposta seria oppure, visto che siete dei neofiti, ve la stanno raccontando. In genere, intanto vale la regola per la quale, tanto più l’allevamento è blasonato, tanto più ha da perdere a vendere soggetti da gara se sono in realtà di scarsa caratura.

Il cucciolo “da lavoro”

Valgono gli stessi discorsi fatti per il cucciolo da esposizione, con in più la maggiore difficoltà (ed il maggiore impegno) che l’essere un buon conduttore in gare da lavoro comporta. Di solito per fare questa scelta occorre avere una qualche esperienza di campi di addestramento, per sapere cosa si richiederà da voi..
Se invece volete un cucciolo di linee da lavoro, perchè affascinati dal carattere, pur senza l’intenzione di partecipare a competizioni sportive, fatevi consigliare dall’allevatore (in genere sono un tantino meno cinici degli espositori) , cercate di capire se è il cane adatto a voi e scegliete un cucciolo che si adatti il più possibile alle vostre caratteristiche. Anche in questo caso, specie se siete neofiti, il consiglio è quello di orientarsi su una femmina.

La protezione civile

Se siete interessati a diventare un’unita cinofila e per questo scopo acquistate il vostro cucciolo, il consiglio è, come sempre, quello di informarvi prima di procedere all’acquisto. Un cane adatto per la protezione civile non ha caratteristiche particolari. Un pastore tedesco medio, sano, di buon carattere può, se correttamente addestrato, assolvere al meglio i compiti di PC. Quindi i consigli restano quelli generali. In più, segnalate la vostra intenzione all’allevatore che potrà consigliarvi, nella cucciolata, il piccolo con maggiore predatorio e spiccata curiosità.

Il pastore tedesco a pelo lungo

Il pelo lungo era, sino a gennaio 2011, un difetto da squalifica. Questo significava che il cane non poteva partecipare alle competizioni, al pari di un soggetto fuori taglia, di un monorchide o di un cane con problemi di dentatura.
Oggi è stato modificato lo standard e il pastore a pelo lungo con sottopelo è ammesso, mentre è considerato un difetto solo il pelo lungo privo di sottopelo. I “peloni” sono cani molto belli a vedersi e spesso tra i più grandi ed appariscenti in una cucciolata. A molti privati piacciono più dei pastori tedeschi con tessitura di pelo normale.
Un tempo qualche “allevatore” li proponeva come soggetti pregiati o, addirittura, una razza a parte (il pastore tedesco alsaziano), prendendo in giro l’acquirente inesperto per vendere un soggetto non selezionabile ad una cifra più alta, mentre, negli allevamenti seri, il costo dei cuccioli a pelo lungo, specie femmine, è sempre stato inferiore a quello dei fratelli di cucciolata normopelo. Con le recentissime modifiche allo standard, probabilmente il prezzo del “pelone” si uniformerà a quello del pastore tedesco a pelo normale. Mentre in Germania hanno già avuto inizio le esposizioni riservate ai pastori tedeschi a pelo lungo (che avranno anche le proprie classi di competizione alla Siegerschau), in Italia la situazione non è ancora chiarissima. Inoltre la Germania ha proibito l’accoppiamento tra soggetti a pelo lungo e soggetti a pelo normale (altra situazione che, da noi, non è ancora stata chiarita). Di sicuro, già prima delle modifiche allo standard, il pedigree tedesco prevedeva già l’indicazione del tipo di pelo del cucciolo (stockhaarig=pelo normale; langsthaar=pelo lungo), cosa non prevista nei pedigree italiani.
Per quanto riguarda invece le prove di lavoro, a cui i cani a pelo lungo potevano già partecipare anche in passato, oggi sarà possibile, per un pelone, ottenere il titolo di Campione italiano, titolo per il quale occorre la selezione.

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