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Emergenza e pronto soccorso

Posted on 18 novembre 2014

Comportamenti in caso di emergenza.
Analizzeremo cosa e come fare nel caso in cui ci trovassimo a dover affrontare una situazione di emergenza.

a) evitare innanzitutto le manifestazioni di angoscia e panico, in quanto fanno perdere la capacita di intervenire in maniera tempestiva e possono esser trasmesse all’ animale sofferente (intervenire solo quando la nostra frequenza cardiaca e respiratoria rientra in condizioni quasi normali).
b) avvicinare l’ animale cautamente e rassicurarlo parlando a voce bassa e lentamente per non provocare reazioni violente.
c) tenere lontano l’ animale da rumori ed evitare di toccarlo per non peggiorare la situazione; se è indispensabile, spostarlo usando un telo che si farà scorrere sotto il corpo sollevandolo per i lembi, come fosse una barella.
d) dopo la fase del Primo Soccorso rivolgersi immediatamente al medico veterinario, spiegando le modalità dell’ incidente e i sintomi che l’ animale ha manifestato.
e) avere a portata di mano una valigetta con ciò che può servire per il primo soccorso.

Ingestione di sostanze tossiche

Si deve agire con tempestività perchè da ciò può dipendere la sopravvivenza dell’ animale.
Prima dell’ arrivo del veterinario si può provocare il vomito nel cane somministrandogli acqua mescolata ad acqua ossigenata al 5% o dandogli acqua calda con molto sale. Per somministrare la composizione, basterà prendere una siringa senza ago che sarà necessaria a contenere il liquido, tirare dolcemente indietro la testa del cane ed inserirla lentamente dal lato della bocca. Il vomito dovrebbe avvenire entro 5 minuti dalla somministrazione: in caso contrario si può riprovare una seconda volta (non di più) dopo circa 10 minuti.

Se non è possibile provocare il vomito (esempio, se si ha il sospetto che l’ animale abbia ingerito sostanze acide o basiche molto forti, o che sia in coma o particolarmente depresso), gli si può somministrare del carbone attivo allo scopo di diminuire l’ assorbimento del veleno da parte dell’ intestino. Successivamente non somministrare altro e portarlo dal veterinario.
Se ha ingerito una sostanza caustica (vale a dire una sostanza altamente corrosiva per i tessuti organici, come l’ ammoniaca) e bene non dargli nulla perchè nel tornare in bocca dall’esofago provocherebbe nuove ustioni.
Se ha ingerito petrolio o benzina può essere utile la somministrazione di olio di paraffina, che crea una sorta di pellicola protettiva nel tubo digerente inibendo l’ assorbimento del veleno.

Morso o graffio da un altro animale

Se il cane viene aggredito da un gatto o da un altro cane è bene depilare la zona lesionata, lavare bene la ferita e disinfettarla con soluzione fisiologica. Questo tipo di ferite tende ad infettarsi velocemente a causa dei batteri presenti nella saliva, sui denti e nella bocca dell’ animale aggressore. Nel caso fossero presenti ferite provocate da morsi, sarà il veterinario a valutarne la gravità, a decidere se sia il caso di suturare (mettere dei punti), e a prescrivere, quando necessario, un trattamento antibiotico.
E’ bene non farsi trarre in inganno dalla presenza di “buchini” sulla pelle: sotto vi possono essere lacerazioni anche profonde.

Morso di Vipera

Le vipere sono rettili silenziosi e può capitare, talvolta, di sentire solo il guaire o l’ abbaiare del cane senza che si capisca quale sia la causa del suo dolore. Solo più tardi si noterà una tumefazione sulla parte lesa; avremo un animale sofferente ed in preda ad un forte dolore, tanto da poterci far sospettare il morso di una vipera. Possono inoltre essere evidenti i segni dei denti lasciati dal rettile. In ogni caso sarebbe utile tosare la parte. Non fare uscire sangue dal rigonfiamento, nè succhiare il veleno: l’unica cosa da fare è recarsi immediatamente dal veterinario. Non praticare alcuna incisione.
Se la lesione è localizzata in corrispondenza dell’ arto, sarebbe utile, in caso lo si possegga, posizionare un laccio emostatico o una benda legata moderatamente stretta a monte del morso, e allentarla ogni 15-20 minuti spostandola di qualche centimetro a monte della ferita per permettere la circolazione superficiale e non causare lesioni ai tessuti.
Se possibile lavare la ferita con sola acqua, evitare il ghiaccio ed evitare assolutamente di disinfettare con soluzioni a base di alcool.

In caso si possegga il siero antivipera, NON somministrarlo in quanto è ad alto rischio di shock anafilattico. Consegnarlo al veterinario e lasciare che sia lui a procedere. Tenere il cane il più possibile immobile e tranquillo per rallentare l’entrata in circolo del veleno. Mantenere la calma ma agire in fretta. (se la zona morsa non è accanto alla testa o ai principali vasi sanguigni, calcoliamo di avere circa 2 ore di tempo dal momento del morso per salvare il cane.)

Corpo estraneo ingerito

Se si tratta di pezzetti di osso o di legno acuminati, essi potrebbero rimanere inseriti nelle gengive e/o nei denti.
Se il corpo estraneo resta in bocca non c’è da preoccuparsi.
Se il cane ha la nausea e tenta di espellere qualcosa probabilmente l’oggetto si trova alla base della lingua.
Se vomita o non mangia è probabile che l’oggetto sia stato ingurgitato e si trovi nello stomaco o nell’ intestino (dove può provocare delle lesioni). E’ urgente l’ intervento del veterinario.

Investimento da Auto

Prima regola è mantenere la calma e cercare di capire se l’ animale è vivo. Se non è possibile individuare il movimento respiratorio ritmico del torace (che deve abbassarsi e alzarsi in modo più o meno regolare), si può appoggiare il palmo di una mano sulla cassa toracica, più o meno poco sotto l’ ascella sinistra, per sentire le pulsazioni indotte dai battiti cardiaci. In alternativa, si può mettere un piccolo specchietto davanti alle narici del cane, per osservare se il respiro determina l’appannamento della superficie. Subito dopo, è importante osservare con attenzione le reazioni del cane (eventuale emissione di urina e feci, i movimenti delle zampe, degli occhi). Importante è tranquillizzare il cane che è spesso sotto stress o in stato di shock. Bisogna avvicinarsi con cautela, muovendosi sulle ginocchia, parlando con voce pacata e distensiva.
Se l’ animale non è cosciente, va alzato con molta cautela, cercando di mantenere il corpo dritto. Deve essere portato con la massima urgenza in un pronto soccorso veterinario.
Se è cosciente, si devono valutare in fretta i danni, limitandosi però ai problemi più evidenti, come le emorragie esterne o le ferite.

Il cane deve essere mosso con molta prudenza, evitando tutti i movimenti che non sono necessari. Se la frattura è esposta (cioè l’osso esce dalla pelle) laviamo bene la ferita e copriamola con bende sterili: il frammento osseo deve essere tenuto umido e coperto, ma non cercare di sospingerlo sotto alla cute. In caso di frammenti distaccati, recuperarli e conservarli.
Si deve poi osservare la colorazione delle gengive, che dovrebbe essere rosata. Infine si deve valutare lo stato di salute complessivo del cane e la presenza di disturbi generali come il tremolio, la perdita dell’ equilibrio e la paralisi. E’ ovvio che queste prime misure non mirano affatto a curare il cane in difficoltà, ma servono soltanto per potere fare un resoconto dettagliato al veterinario una volta arrivati al pronto soccorso.

Scarica Elettrica

La situazione è d’ emergenza ma bisogna agire con molta cautela per non causare danni maggiori. I sintomi sono: ustioni alle labbra e alla lingua, shock, arresto cardiaco e respiratorio, svenimento, improvvise contrazioni muscolari e si possono notare bruciature sulle labbra o sulla lingua. Inoltre la scarica elettrica può provocare lesioni a livello polmonare (edema che si presenta fino a 2-3 ore dopo il trauma), del sistema nervoso, al muscolo cardiaco.
E’ più facile che capiti ad un cucciolo data la grande curiosità e l’ essere portati a mordere di tutto, compresi i fili elettrici. Se il cane ha ancora in bocca il filo o è in una pozza di urina, prima di toccarlo bisogna staccare la corrente e togliere la spina dalla presa con un guanto di gomma. Accertarsi poi del battito cardiaco appoggiando la mano sulla parte inferiore del torace, appena dietro il gomito. Adagiare poi l’ animale su una coperta con accanto un boile d’ acqua calda per mantenere il calore del suo corpo, quindi trasportarlo subito dal veterinario. Tenere l’ animale sotto stretta osservazione per almeno 2 o 3 ore.

Ferite

Le ferite possono di tanti tipi: tagli e lacerazioni, superficiali o profonde, vicino ad organi delicati (occhi) o in zone vitali (vicino ai grandi vasi sanguigni). Sono solo le ferite più piccole ad essere curate, quelle più serie spettano alla competenza del medico veterinario.
La prima cosa da fare è bloccare l’ emorragia: con un fazzoletto, una salvietta o un panno, si effettua pressione a monte della ferita con il pollice della mano. L’emorragia in pochi minuti rallenta.
Nel caso di lesioni banali, si tagliano i peli della zona ferita (attenzione a non tagliare la pelle!), poi si lava la ferita con acqua e sapone se la zona è sporca, infine si applica un disinfettante (acqua ossigenata o iodio). Le ferite formano una crosta che non deve essere tolta: si deve attendere che il processo di riparazione abbia termine.

Puntura di Insetto

Capita spesso in primavera o estate. Se il cane si presenta con gonfiori sul muso, sulla bocca o in qualunque altra parte del corpo, la prima cosa da fare è quella di lavare abbondantemente con acqua fredda la zona colpita. Subito dopo è consigliabile fare degli impacchi freddi o mettere del ghiaccio sulla zona colpita (si evita così che si gonfi ulteriormente). Per alleviare il prurito, quasi sempre presente, si può applicare più volte al giorno una pomata a base di cortisone.
Se il gonfiore coinvolge naso e gola e dà problemi di respirazione, o se è notevole, facendo sospettare una reazione di ipersensibilità, è necessario rivolgersi con la massima urgenza al veterinario in quanto potrebbe avere un’ evoluzione pericolosa (soffocamento).

Immobilizzazioni di cani feriti

In mancanza di museruola si deve circondare il muso del cane con una fettuccia, o uno spago, che andrà annodato poi dietro la testa. Ciò impedisce all’ animale spaventato di mordere il soccorritore.

Trasporto di cani feriti

Gli animali feriti vanno afferrati in punti sicuri come il petto, la pancia, la parte posteriore delle cosce. E’ bene lasciare liberi gli arti per non compromettere le eventuali fratture.
Se le lesioni sono particolarmente gravi è preferibile non spostarli per evitare di provocare danni più seri. Se si rendesse necessario farlo, usare un supporto rigido sul quale adagiare con cautela il corpo ferito.
Tamponare in tutti i casi le gravi perdite di sangue, tenendo premuto sulla parte un fazzoletto, un pezzo di stoffa, del cotone o delle garze fissandole, se possibile, con del nastro adesivo o del cerotto. Per non far disperdere calore all’ animale potrebbe esser necessario avvolgere gli arti o tutto il soggetto in una coperta o in un foglio di nylon come quello utilizzato di solito per gli imballaggi.

Corpi Estranei

* nelle orecchie: l’ animale scuote la testa, si gratta l’ orecchio, è nervoso. Se il corpo estraneo è visibile sarà facile estrarlo con pinze lunghe e sottili; se non è visibile, sarà necessario l’ intervento del medico veterinario.
* nel naso: la bestiola manifesta difficoltà respiratoria, starnuti. Anche in questo caso si può tentare la rimozione con pinze solo se il corpo estraneo è visibile, altrimenti bisognerà ricorrere alle cure del medico veterinario.
* negli occhi: i corpi estranei che penetrano negli occhi sono pericolosi perchè possono provocare lesioni della cornea. Bisogna in questo caso sciacquare più volte l’ occhio colpito con camomilla tiepida fino a che il materiale penetratovi non venga espulso.
* nella bocca: il corpo estraneo può localizzarsi tra i denti, nelle gengive o conficcarsi nel palato. L’ animale sofferente strofina il muso a terra e tenta con la zampa di rimuoverlo. Può essere presente una abbondante salivazione ed anche in questo caso sarà possibile asportare il corpo estraneo con l’ aiuto di una pinzetta sottile e spesso bisognerà agire con urgenza come nel caso in cui il corpo estraneo ostruisca le vie respiratorie.
* nell’apparato gastro-intestinale: il corpo estraneo può conficcarsi nella faringe, nello stomaco, nell’ intestino o localizzarsi nel colon. Gli oggetti sottili (schegge, chiodi, ecc.) vengono facilmente eliminati con le feci. I corpi ostruenti (sassi, palline, ecc.) possono occludere i vari passaggi, bloccando il funzionamento dell’apparato in questione. I sintomi vanno individuati nei tentativi di vomito, anoressia, dolori addominali e blocco della defecazione. Quasi sempre si deve ricorrere all’ intervento chirurgico e quindi del medico veterinario.
* nelle zampe: l’animale può presentare una zoppia ed un leccarsi in maniera insistente una zampa. Per prima cosa bisogna tagliare il pelo attorno alla zona colpita ed estrarre con una pinza il materiale conficcato se visibile, disinfettando, in seguito, la parte per più giorni. Quando il corpo estraneo è penetrato a fondo nei tessuti, si renderà necessaria un’ incisione/esplorazione che verrà eseguita dal medico veterinario.

Avvelenamenti

Avvelenamento da detersivo: l’ intervento più idoneo consiste nel somministrare, per bocca, dell’ olio, evitando di provocare il vomito. Lavare la parte entrata in contatto con la sostanza tossica con acqua tiepida e sapone. Sarà il veterinario, comunque, a stabilire la terapia adatta.
Avvelenamento da candeggina: è molto pericoloso; la bocca dell’ animale risulta ulcerata. Si dovrà lavare la zona cutanea colpita e tentare lo svuotamento dello stomaco. Il veterinario effettuerà una lavanda gastrica e somministrerà sostanze inibitorie per gli effetti dell’ acido. Non provocare il vomito!!
Avvelenamento da piante d’appartamento: bisogna subito osservare se il nostro amico presenta irritazioni all’ interno della bocca con salivazione eccessiva. Indurre immediatamente il vomito con l’ uso di acqua salata e lavare le mucose interne della bocca. Il veterinario provvederà alla lavanda gastrica e alla terapia più adatta. Le piante più dannose sono: oleandro, stella di natale, edera e ficus.
Avvelenamento da antiparassitari: i sintomi sono caratterizzati da lacrimazione, vomito, tremori (fino alla paralisi), dispnea dovuta all’ aumento delle secrezioni, depressione, tachicardia e bradicardia. Possono risultare nocivi sia il collare antipulci che le polveri contro i parassiti. Bisogna, in questi casi, eliminare subito il collare e liberare il pelo dalla sostanza. Fondamentale, anche in questo caso, rivolgersi al veterinario.
Avvelenamento da sostanze alimentari avariate: provocano vomito, dolori addominali e defecazione a brevi intervalli di tempo. In questo caso il nostro primo compito è quello di provocare il vomito, dopo di che il veterinario eseguirà la lavanda gastrica.
Avvelenamento da cioccolata: in seguito all’ ingestione di questo dolce, la xantina presente, provoca nell’ animale eccitazione ed irrequietezza, aritmie, convulsioni, poliuria (aumento della diuresi) e vomito. In questo caso, tenere l’ animale sotto stretta sorveglianza, aspettando l’ intervento del medico. Nella maggior parte dei casi però, la cosa si risolve da sola, dopo che il tossico è stato metabolizzato dal fegato.
Avvelenamento da farmaci: l’ Aspirina è uno dei farmaci maggiormente nocivi per il nostro quattro zampe: si sentirà debole, respirerà con fatica ed avrà la febbre. Potremo aiutarlo ancora una volta facendolo vomitare. Il veterinario, oltre all’ azione immediata, controllerà gli effetti dei farmaci sull’ organismo anche nei giorni successivi.
Avvelenamento da naftalina: l’ ingestione di questa sostanza porta al vomito e ad uno stato di prostrazione che può arrivare al coma. In questo caso bisogna provocare il vomito e somministrare del bianco d’ uovo misto ad acqua abbondante. Il medico veterinario si occuperà della terapia vera e propria.
Avvelenamento da materiali plastici, vernici, colori: bisogna subito causare il vomito e rivolgersi immediatamente al veterinario; potrebbe infatti verificarsi la necessità di un intervento chirurgico.

Colpi di calore

Le cause sono dovute alla permanenza dell’ animale in luoghi surriscaldati, poco aerati o sotto i raggi diretti del sole. La produzione di calore supera la sua dispersione. Il nostro quattro zampe si mostrerà affannato e debole, la temperatura corporea risulterà molto alta, il ritmo cardiaco sarà accelerato e la respirazione difficoltosa. Nei casi più gravi si manifestano convulsioni, vomito, diarrea e stato comatoso. In questo caso bisogna:
a) spostare l’ animale in un luogo fresco e ben areato;
b) raffreddarlo gradatamente con impacchi freddi o strofinarlo con dell’ alcool e disporlo davanti ad un ventilatore fin quando la temperatura corporea scende al di sotto dei 40°C. In questo caso il centro termoregolatore non funziona più come dovrebbe.
c) controllare se la frequenza cardiaca e respiratoria si normalizzano;
d) sottoporre l’ animale a visita veterinaria.

Spine

Una zoppia che si manifesta al rientro da una passeggiata nei boschi, potrebbe essere causata da una spina penetrata fra i polpastrelli delle zampe. Dove la pelle risulterà gonfia ed arrossata, si inciderà e si eliminerà la spina con una pinzetta. Bisognerà quindi disinfettare la parte con acqua ossigenata e ricorrere al veterinario.

Bocconi avvelenati

Passeggiando nei boschi, il nostro amico può ingerire bocconi di cibo avvelenati con stricnina, veleno che provoca convulsioni, rigidità muscolare e porta velocemente alla morte.
Provocare il vomito con l’ ingestione di acqua salata; evitare la somministrazione di latte che facilita l’ assorbimento del veleno; interpellare immediatamente il veterinario.

Soffocamento

La causa, in genere, è dovuta all’ ingestione di corpi estranei che invece di scendere nella laringe, e da qui nello stomaco, finiscono nella faringe e raggiungono la trachea, impedendo una normale respirazione. Il cane si agita, appare affannato, le mucose interne della bocca tendono al blu livido. L’ intervento deve essere immediato. Di seguito vediamo come poterlo aiutare:
a) aprire la bocca e rimuovere delicatamente con le dita il corpo estraneo (se conficcato in un punto accessibile).
b) se il corpo estraneo è conficcato in profondità è necessario sollevare l’ animale e tenerlo a testa in giù afferrandolo per le zampe posteriori.
c) scuotere quindi il corpo del nostro amico per fare in modo che il corpo estraneo venga smosso attraverso piccoli colpi sulla nuca e sul torace.
d) se si riesce ad ottenere l’ espulsione si deve quindi procedere con la rianimazione e il massaggio cardiaco-respiratorio.
Se la difficoltà respiratoria è dovuta a gonfiore della gola e della laringe, la causa può essere un’ allergia in corso. Bisogna rivolgersi con tempestività al medico veterinario che provvederà a sgonfiare la parte con farmaci ad effetto immediato.

Congelamento

L’ esposizione ad aria fredda o ghiacciata o la permanenza nella neve, possono determinare il raffreddamento dei tessuti con formazione negli stessi di cristalli di ghiaccio: le parti colpite più frequentemente sono le orecchie, la coda, i genitali esterni e le estremità degli arti. Queste si presentano all’ inizio pallide e fredde, quindi possono diventare scure ed insensibili per la necrosi fino a distaccarsi. L’ animale colpito presenta una temperatura corporea più bassa del normale, uno stato di quasi incoscienza, respira lentamente con un battito cardiaco rallentato.
Esistono tre gradi di congelamento:

1. Pimo grado: il danno è limitato all’ epitelio e guarisce spontaneamente.
2. Secondo grado: il danno è localizzato sia all’ epidermide che allo strato superficiale del derma. C’è dell’ essudato sieroso, bolle e flittene: le lesioni appaiono solo 24 ore dopo al danno..
3. Terzo grado: si ha la distruzione dell’ intera superficie della cute. Innanzitutto bisogna portare l’ animale in un ambiente riscaldato, applicare quindi sulle parti congelate panni o garze inumidite in acqua calda (non bollente). Per rialzare la temperatura corporea (se si tratta di ipotermia lieve) bisogna adagiare ed avvolgere l’ animale con una coperta. Nei casi più gravi, utilizzare borsa o bottiglie di acqua calda (mai bollente) rivestite con un panno da appoggiare al corpo dell’ animale. Le parti congelate e trattate con panno umido devono essere poi asciugate delicatamente e protette in attesa della visita dal veterinario.

Ustioni

Possono essere causate dal fuoco, da acqua bollente, fili elettrici, sostanze chimiche (trementina, benzina, cherosene), catrame e detersivi. Vengono classificate, a seconda della loro gravita ed estensione, in superficiali e profonde, o in gradi: 1°, 2° e 3°, simili a quelle viste nel congelamento.

– ustioni leggere: applicare acqua fredda o un impacco di ghiaccio lasciandolo in contatto con la parte lesa per 15 minuti (non spalmare olio, burro o pomate).

– ustioni estese:
applicare garze pulite (non cotone) e fasciare la parte con un bendaggio morbido.

– ustioni chimiche: lavare l’ area colpita con abbondante acqua e non usare nessun solvente. La terapia del freddo, in questi casi, è sempre il miglior trattamento. Recarsi subito dal veterinario.

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