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Il gioco

Posted on 13 novembre 2014

Oltre ad essere una esercitazione che favorisce lo sviluppo ed il mantenimento della destrezza fisica, il gioco è il mezzo attraverso il quale l’animale acquista padronanza, e coscienza di sé e dell’ambiente che lo circonda.  Il gioco così, interferisce nella formazione del carattere e costituisce un veicolo di apprendimento rapido e gratificante, tanto nel cucciolo che nell’adulto. Per questo motivo, come vedremo, il gioco è uno strumento essenziale per il corretto e proficuo apprendimento di tutti gli esercizi.

L’atto del giocare può derivare da una iniziativa spontanea dell’animale, ma può anche essere indotto dal comportamento del conduttore; in quest’ultimo caso quando lo stimolo cessa anche l’azione dell’animale ha termine.
Quando invece il gioco corrisponde ad una iniziativa e ad una scelta del cane l’intervento e lo stimolo del conduttore determinano un rinforzo alla sua azione.

Reprimere il gioco spontaneo del cane, significa ostacolare le sue potenzialità indebolendone il carattere. Se un soggetto ha geneticamente un carattere debole, reprimere il gioco significa addirittura precludegli lo sviluppo delle doti minime indispensabili per ottenere una risposta accettabile nell’addestramento; dal fatto che il cane manifesti o meno istintiva attitudine al gioco devono, perciò, essere tratte indicazioni utili per il carattere.

Di questi due opposti comportamenti, il primo infatti deve essere considerato ideale, mentre il secondo é indice di un carattere debole e di scarsa personalità.
Tale valutazione non cambia ove il cane assuma meccanicamente atteggiamenti giocosi: nel caso, cioè, di soggetti che sollecitati dal conduttore si mettono a “giocherellare” per compiacerlo, manifestando disinvoltura solo se si trovano in luoghi a loro familiari ed esprimendo sempre un interesse relativo.
Non si deve dimenticare che ai fini dell’apprendimento un comportamento meccanico, anche se ripetuto spesso, serve a ben poco ed é posto in essere quando al soggetto manca volontà di esprimersi, interesse ed attenzione per ciò che sta facendo.

Solo attuando un comportamento spontaneo il cane dimostrerà fermezza nelle sue azioni e i suoi tempi di reazione saranno rapidi ; inoltre dimostrerà sicurezza e destrezza nei movimenti, una possessività accentuata e la massima attenzione in ciò che sta facendo.
Per il conduttore é dunque questa la situazione ideale per ottenere dal suo allievo un buon apprendimento.

Nell’impiego del cane a fini agonistici molti conduttori preferiscono che il soggetto non si dimostri impetuoso nell’esprimersi e accettano il gioco solo se sono loro a sollecitarlo. Questa é una impostazione che si verifica di frequente, ma é errata, perché implica un lavoro di contenimento e di repressione nell’animale che potrebbe successivamente manifestarsi in indesiderabili atteggiamenti di sottomissione durante l’esecuzione degli esercizi.

Il cucciolo è un animale che diventa adulto rapidamente motivo per cui, per poterlo comprendere, le attenzioni dell’uomo in questo periodo della sua vita devono essere almeno pari a quelle che l’animale rivolge a lui.
Ci si chiederà il motivo per cui ci siamo soffermati su questi particolari; se determinati fattori non sono recepiti dal conduttore, o non gli sono sufficientemente chiari, non è possibile dare una impostazione corretta agli esercizi di obbedienza.

 

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