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Leptospirosi

Posted on 16 novembre 2014

La leptospirosi può infettare sia cani sia gatti, anche se la malattia si manifesta clinicamente solo nel cane. L’infezione è diffusa dagli animali guariti che eliminano il microrganismo attraverso le urine per mesi od anni dopo l’infezione. L’infezione avviene solitamente per contatto con le leptospire presenti nell’ambiente ( acqua contaminata, cibo, terreno, vegetazione, attrezzature ). E’, comunque, possibile una trasmissione attraverso la placenta, la via sessuale ed attraverso le morsicature. Gli animali selvatici ed i roditori fungono da serbatoi della leptospirosi.

I sintomi clinici variano a seconda dell’età e dello stato immunitario dell’animale, dei fattori ambientali che influiscono sulla sopravvivenza delle leptospire e della virulenza del microrganismo. Le manifestazioni cliniche possono essere caratterizzate da abbattimento, febbre, mancanza di appetito, vomito, diarrea con sangue, fuoriuscita di sangue dal naso, congiuntivite, congestione delle mucose, insufficienza renale ed epatica acuta, emorragie puntiformi diffuse con ittero. Dal punto di vista terapeutico è opportuno instaurare un trattamento in funzione della gravità della sintomatologia: per la disidratazione e l’insufficienza renale si può intervenire mediante la somministrazione di fluidi per via endovenosa ; efficaci nei confronti delle leptospire si dimostrano gli antibiotici da impiegare per circa tre settimane.

La leptospirosi è una zoonosi per cui è opportuno consigliare un’igiene appropriata con particolare riguardo al contatto con le urine contaminate ed il ricorso a prodotti a base di iodio per disinfezioni ambientali. Per la leptospirosi è raccomandata la vaccinazione di routine a partire dalla 9 – 10 settimana di vita con 1 o 2 richiami a distanza di 3 – 4 settimane e poi un richiamo annuale o più frequentemente ( ogni sei – otto mesi ) in situazioni a rischio (cani da caccia, da esposizione, che hanno facile accesso a stagni).

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