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Standard del Pastore Tedesco

Posted on 06 dicembre 2014

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

STANDARD DEL PASTORE TEDESCO

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Classificazione FCI
Gruppo Cani da pastore e bovari (1)
Sezione Cani pastore (1)
Sottosez.
Standard
  1. 166 del 23/03/91 ([en]/[fr])
Nome Deutscher Schäferhund
Varietà
Tipo
Origine Germania
Altezza al garrese 60-65cm
Peso ideale 30-40kg
Lista di razze canine

Il Pastore tedesco è una razza canina di origine tedesca (come dice il nome). Il pastore tedesco viene anche chiamato pastore alsaziano, in quanto, nella Francia e nell’Inghilterra della prima guerra mondiale, ogni nome che ricordasse i popoli nemici veniva cambiato; così si diffuse l’uso di definire la razza Pastore alsaziano. Questo uso si è in parte mantenuto fino ai giorni nostri per definire per lo più i soggetti di grande taglia e a pelo lungo (vedi paragrafo Storia). La sua dote principale è quella della versatilità di impiego. Oggi viene raramente utilizzato come conduttore di gregge, mentre è molto diffuso nei servizi di Protezione civile come cane da valanga, e da ricerca di persone disperse, sia in superficie che in macerie; è diffuso come cane da guida per ciechi (anche se in questo campo sta venendo soppiantato da razze come il Golden Retriever ed il Labrador Retriever), ed è diffusamente impiegato dalle Forze di Polizia di tutto il mondo come cane antidroga e antisommossa. Tutto questo oltre ad essere un eccellente cane da compagnia, oltre che da guardia della proprietà e da difesa personale. Il Pastore tedesco è anche una razza molto utilizzata nell’ambito cinematografico. In Italia la razza è ben allevata ormai da diversi decenni. La più importante manifestazione cinotecnica al mondo di questa razza è la “Siegerschau” che si svolge annualmente in Germania, alla quale partecipano centinaia di soggetti, tra i più rappresentativi del mondo. Attualmente dagli allevatori tedeschi viene fatta una dura selezione che adotta come criteri la funzionalità e il carattere.

Storia

Il selezionatore della razza fu il Cap. di Cavalleria Friedrich Emil Max Von Stephanitz, alla fine del XIX secolo. Il suo scopo era quello di ottenere una razza da lavoro, robusta e ben addestrabile, utilizzando vari ceppi locali di cani da pastore presenti in diverse regioni della Germania. Le due tipologie principali sulle quali si basò il Cap. Von Stephanitz furono: il pastore del Baden-Württemberg, regione confinante con l’Alsazia, un cane robusto, di taglia medio-grande e di pelo lungo di colore nero-focato, ed il pastore della Turingia, di taglia leggermente inferiore, più scattante ma anche maggiormente aggressivo, con pelo corto di colore grigio. Ripetuti incroci e selezioni di queste ed altre varietà portarono entro la fine del XIX secolo alla stabilizzazione della nuova razza, e alla fondazione, nel 1899, del primo club di razza, lo Deutsche Schäferhunde Verein (S.V.). Il primo standard venne pubblicato nel 1901.

Aspetto

Il pastore tedesco è un cane di taglia media, leggermente allungato, forte e ben muscoloso. Il carattere è equilibrato, dai nervi saldi e sicuro di sè, di indole normalmente tranquilla con i familiari, non si può però dire lo stesso del suo rapporto con altri animali ed umani estranei. È docile, caratterizzato da buona combattività, tempra e coraggio, caratteristiche che lo rendono facilmente addestrabile a tutti gli impieghi, dalla guardia alla difesa, dalla pastorizia all’accompagnamento.

La testa è cuneiforme e la fronte leggermente convessa quasi senza solco mediano. Ha occhi a mandorla molto scuri. Le orecchie sono erette, a punta e rivolte in avanti, il naso è diritto, con tartufo di colore nero. La mascella e la mandibola sono forti. Possiede 42 denti con chiusura a forbice. Ha un collo e un dorso robusto.

Gli arti anteriori sono diritti e paralleli mentre quelli posteriori sono leggermente arretrati. La pianta del piede è dura e di colore scuro. La coda di solito arriva fino all’altezza del garretto e nella parte inferiore ha il pelo più lungo. Il pelo è duro, di lunghezza media, fitto, ben aderente e con abbondante sottopelo; il colore è nero con focature rosso-bruno, brune fino al grigio; il colore può essere anche nero o grigio uniforme con sfumature più scure. Lo standard esclude il pelo lungo ed il colore bianco, sebbene un’unica macchia bianca è ammessa all’altezza dello sterno.

L’altezza al garrese, per i maschi, è tra i 60 e i 65 cm ed il peso va dai 30 ai 40 Kg. Per le femmine l’altezza è tra 55 e 60 cm con peso tra 22 e 32 Kg.

Le patologie più ricorrenti, dovute più ad uno spregiudicato allevamento commerciale che ad una predisposizione morfologica, sono la displasia congenita dell’anca, del gomito e del ginocchio.

Cure

Il cucciolo ha bisogno di moltissima socializzazione verso: altri cani e animali, persone, luoghi particolari (strade trafficate per abituarlo ai rumori e ai veicoli ecc) non è un cane per principianti ed è utile seguire insieme un corso di addestramento (andare insieme in un campo cinofilo serio e addestratelo seguendo i consigli dell’istruttore). Non usare metodi coercitivi perché potrebbe diventare riottoso e testardo oppure un cane terrorizzato e sottomesso.

Non è consigliato lavare il pelo ogni settimana con shampoo, si rovina il pelo e aggrava il cuoio capelluto. In caso si dovesse sporcare basta un semplice panno bagnato con acqua e aceto. Ogni mese, come per tutti i cani, va data la compressa per la filariosi cardio-polmonare e nelle zone mediterranee, come l’Italia meridionale e insulare, è fortemente consigliata anche una profilassi contro la leishmaniosi. Per il cucciolo è fondamentale socializzare sin dai tre mesi di vita con cani di altre razze, perché così nella maggior parte dei casi il cane da adulto non è aggressivo ed è abituato alla sottomissione. Inoltre, è utile portarlo spesso fuori a contatto con le persone. Il miglior addestramento è quello basilare: terra, resta, riporto. Non è opportuno invece l’addestramento alla difesa, in quanto può causare disagio sia al proprietario che agli estranei: il ruolo ideale della razza è quello di cane da compagnia, se abituato ad amare ed essere dolce è un “cucciolone” anche da adulto.

 

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