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Tag Archive | "cane"

Nomi per il cucciolo

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Zoraja

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Un
ringraziamento particolare ad Alessandra

Standard del Pastore Tedesco

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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

STANDARD DEL PASTORE TEDESCO

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Classificazione FCI
Gruppo Cani da pastore e bovari (1)
Sezione Cani pastore (1)
Sottosez.
Standard
  1. 166 del 23/03/91 ([en]/[fr])
Nome Deutscher Schäferhund
Varietà
Tipo
Origine Germania
Altezza al garrese 60-65cm
Peso ideale 30-40kg
Lista di razze canine

Il Pastore tedesco è una razza canina di origine tedesca (come dice il nome). Il pastore tedesco viene anche chiamato pastore alsaziano, in quanto, nella Francia e nell’Inghilterra della prima guerra mondiale, ogni nome che ricordasse i popoli nemici veniva cambiato; così si diffuse l’uso di definire la razza Pastore alsaziano. Questo uso si è in parte mantenuto fino ai giorni nostri per definire per lo più i soggetti di grande taglia e a pelo lungo (vedi paragrafo Storia). La sua dote principale è quella della versatilità di impiego. Oggi viene raramente utilizzato come conduttore di gregge, mentre è molto diffuso nei servizi di Protezione civile come cane da valanga, e da ricerca di persone disperse, sia in superficie che in macerie; è diffuso come cane da guida per ciechi (anche se in questo campo sta venendo soppiantato da razze come il Golden Retriever ed il Labrador Retriever), ed è diffusamente impiegato dalle Forze di Polizia di tutto il mondo come cane antidroga e antisommossa. Tutto questo oltre ad essere un eccellente cane da compagnia, oltre che da guardia della proprietà e da difesa personale. Il Pastore tedesco è anche una razza molto utilizzata nell’ambito cinematografico. In Italia la razza è ben allevata ormai da diversi decenni. La più importante manifestazione cinotecnica al mondo di questa razza è la “Siegerschau” che si svolge annualmente in Germania, alla quale partecipano centinaia di soggetti, tra i più rappresentativi del mondo. Attualmente dagli allevatori tedeschi viene fatta una dura selezione che adotta come criteri la funzionalità e il carattere.

Storia

Il selezionatore della razza fu il Cap. di Cavalleria Friedrich Emil Max Von Stephanitz, alla fine del XIX secolo. Il suo scopo era quello di ottenere una razza da lavoro, robusta e ben addestrabile, utilizzando vari ceppi locali di cani da pastore presenti in diverse regioni della Germania. Le due tipologie principali sulle quali si basò il Cap. Von Stephanitz furono: il pastore del Baden-Württemberg, regione confinante con l’Alsazia, un cane robusto, di taglia medio-grande e di pelo lungo di colore nero-focato, ed il pastore della Turingia, di taglia leggermente inferiore, più scattante ma anche maggiormente aggressivo, con pelo corto di colore grigio. Ripetuti incroci e selezioni di queste ed altre varietà portarono entro la fine del XIX secolo alla stabilizzazione della nuova razza, e alla fondazione, nel 1899, del primo club di razza, lo Deutsche Schäferhunde Verein (S.V.). Il primo standard venne pubblicato nel 1901.

Aspetto

Il pastore tedesco è un cane di taglia media, leggermente allungato, forte e ben muscoloso. Il carattere è equilibrato, dai nervi saldi e sicuro di sè, di indole normalmente tranquilla con i familiari, non si può però dire lo stesso del suo rapporto con altri animali ed umani estranei. È docile, caratterizzato da buona combattività, tempra e coraggio, caratteristiche che lo rendono facilmente addestrabile a tutti gli impieghi, dalla guardia alla difesa, dalla pastorizia all’accompagnamento.

La testa è cuneiforme e la fronte leggermente convessa quasi senza solco mediano. Ha occhi a mandorla molto scuri. Le orecchie sono erette, a punta e rivolte in avanti, il naso è diritto, con tartufo di colore nero. La mascella e la mandibola sono forti. Possiede 42 denti con chiusura a forbice. Ha un collo e un dorso robusto.

Gli arti anteriori sono diritti e paralleli mentre quelli posteriori sono leggermente arretrati. La pianta del piede è dura e di colore scuro. La coda di solito arriva fino all’altezza del garretto e nella parte inferiore ha il pelo più lungo. Il pelo è duro, di lunghezza media, fitto, ben aderente e con abbondante sottopelo; il colore è nero con focature rosso-bruno, brune fino al grigio; il colore può essere anche nero o grigio uniforme con sfumature più scure. Lo standard esclude il pelo lungo ed il colore bianco, sebbene un’unica macchia bianca è ammessa all’altezza dello sterno.

L’altezza al garrese, per i maschi, è tra i 60 e i 65 cm ed il peso va dai 30 ai 40 Kg. Per le femmine l’altezza è tra 55 e 60 cm con peso tra 22 e 32 Kg.

Le patologie più ricorrenti, dovute più ad uno spregiudicato allevamento commerciale che ad una predisposizione morfologica, sono la displasia congenita dell’anca, del gomito e del ginocchio.

Cure

Il cucciolo ha bisogno di moltissima socializzazione verso: altri cani e animali, persone, luoghi particolari (strade trafficate per abituarlo ai rumori e ai veicoli ecc) non è un cane per principianti ed è utile seguire insieme un corso di addestramento (andare insieme in un campo cinofilo serio e addestratelo seguendo i consigli dell’istruttore). Non usare metodi coercitivi perché potrebbe diventare riottoso e testardo oppure un cane terrorizzato e sottomesso.

Non è consigliato lavare il pelo ogni settimana con shampoo, si rovina il pelo e aggrava il cuoio capelluto. In caso si dovesse sporcare basta un semplice panno bagnato con acqua e aceto. Ogni mese, come per tutti i cani, va data la compressa per la filariosi cardio-polmonare e nelle zone mediterranee, come l’Italia meridionale e insulare, è fortemente consigliata anche una profilassi contro la leishmaniosi. Per il cucciolo è fondamentale socializzare sin dai tre mesi di vita con cani di altre razze, perché così nella maggior parte dei casi il cane da adulto non è aggressivo ed è abituato alla sottomissione. Inoltre, è utile portarlo spesso fuori a contatto con le persone. Il miglior addestramento è quello basilare: terra, resta, riporto. Non è opportuno invece l’addestramento alla difesa, in quanto può causare disagio sia al proprietario che agli estranei: il ruolo ideale della razza è quello di cane da compagnia, se abituato ad amare ed essere dolce è un “cucciolone” anche da adulto.

 

Traumi da evitare

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Il senso della gerarchia é innato nel cane come in tutti gli animali che vivono in branco. Istintivamente – crescendo – il cane vorrà definire il suo ruolo nel branco e cercherà di diventare il leader. Questo istinto si rivelerà, un giorno, anche se cresciuto accanto all’uomo e se avrà la possibilità di imporsi, sarà lui la guida del suo gruppo (uomo-cane), non accetterà più di riconoscere al conduttore il suo ruolo di guida.

E’ necessario evitare che ciò accada, l’uomo deve saper precedere il manifestarsi di questo istinto, prevenire il cane nello stabilire tempi e modi di individuazione del leader. L’uomo dovrà fare in modo di non mettere mai in discussione il suo ruolo “guida” con interventi opportuni e non frustanti, fin da quando lo farà giocare da cucciolo.
Abbiamo sottolineato l’importanza che il cucciolo durante il gioco abbia la massima libertà di azione. Questa sua libertà dovrà essere interrotta di tanto in tanto immobilizzando a terra il cucciolo con la pancia all’aria tenendogli una mano sullo sterno. Il cucciolo sentendosi trattenuto si divincolerà e cercherà di liberarsi, ma solo dopo un certo numero di secondi, lo lasceremo libero di riprendere il gioco.
Questa situazione, così simile a quella subita altre volte dalla madre non lo avvilirà ma servirà a ricordargli che l’uomo é in grado di dominarlo.
Nel momento in cui il cucciolo viene liberato dalla sua scomoda posizione sarà più energico di prima.

Nel mondo animale la guida del branco a cui ciascun componente del gruppo si auto-sottomette, conformandosi ad un atteggiamento innato lasciandosi guidare da capo branco (leader).
Il cane si sottomette sempre al leader anche se non sempre gli è facile. E’ perciò agevole comprendere quanto sia importante che riconosca nel suo educatore il suo leader: solo in tal caso l’educatore potrà compiere sul cane interventi efficaci, utili e corretti perché si sarà stabilita una via di comunicazione che consentirà al cane di recepire le indicazioni, di assumere i comportamenti che il conduttore desidera.

Non si deve, però, trascurare il fatto che il cucciolo è predisposto a socializzare ed a collaborare se riconoscerà nel suo educatore un compagno corretto e leale, come corretto e leale con il suo branco é un leader.
Questa reciproca “correttezza” si esplica anche nella coerenza e nella costanza del reciproco atteggiamento una volta definito il rapporto.

Non dobbiamo, altresì, dimenticare che le reazioni del cane sono sempre correlate e proporzionate al contesto concreto che sta vivendo. In questo senso il cane è sempre sincero e non capirebbe il mutare di atteggiamento e di comportamento da parte del suo educatore (cioè del suo compagno) nei suoi confronti, per cause delle quali il cane non é in grado di rendersi conto o che sono estranee al suo rapporto con l’uomo. Non comprenderebbe nervosismo, irritabilità, umore mutevole, improvvisi colpi d’ira nei suoi confronti. Questo il cane non lo potrà mai capire perché questo atteggiamento è tipico dell’uomo e non dell’animale. Nei confronti del suo educatore il cane sarà sempre del medesimo umore ed anche il suo compagno “educatore” dovrà esserlo per farsi comprendere con facilità. Il cane può mutare umore e comportamento solo se ammalato.

Vademecum per la scelta del cucciolo

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Cari lettori,
Mai e poi mai mi sarei aspettato che alla fine sarei stato proprio io a scrivere questo vademecum. Quanto mi sarebbe servita una sintesi di suggerimenti come questa la prima volta che mi sono messo sulle tracce del mio cucciolo! Non sono un esperto o un professionista del settore, sono un semplice appassionato di questa magnifica razza, e avendo già attraversato, non senza dubbi e patemi, il fatidico momento della scelta di un cucciolo, ho pensato di mettere nero su bianco un po’ di informazioni e consigli. Chiarisco quindi da subito che questo vademecum non pretende di essere una guida perfetta e completa e che basta leggerlo e seguirne i suggerimenti per trovare il cucciolo migliore del mondo. Potrete non condividere alcune idee, altre non vorrete o non potrete metterle in pratica, certamente però questo mio scritto potrà essere – per coloro che magari non hanno molta esperienza cinofila – uno strumento utile per evitare qualche trappola qua e là e per dissipare qualche dubbio.

Un’impresa titanica e un’avventura meravigliosa
Quando finalmente prendete la tanto agognata decisione di comprare un cucciolo di pastore tedesco, improvvisamente vi rendete conto che vi trovate davanti a una vera e propria impresa titanica. Uno sciame disordinato di dubbi e domande alle quali non sapete rispondere percorre la vostra mente. Magari non sapete neanche da dove iniziare: ci sono migliaia di allevamenti in Italia e il web pullula di proposte allettanti: “Vendo favolosi cuccioli di pastore tedesco: coraggiosi ma giocherelloni, esenti displasia, il padre è campione di bellezza, alta genealogia, la madre è castana, bellissima, ottimo carattere, prezzo: € 300 oppure € 500 con pedigree!”. Che fare?
Il primo consiglio in assoluto è quello di non avere fretta. Sì, perché tutti i cuccioli sono di una bellezza e di una dolcezza indescrivibili, tanto che vorreste portarveli a casa tutti. Ma quei cuccioli diventeranno cani adulti e si spera che saranno sani e che vivranno il più a lungo possibile; per ottenere ciò non potete farvi guidare solo dalle emozioni. Inoltre non stiamo parlando di un paio di scarpe ma di una creatura vivente, un piccolo batuffolo peloso che dipenderà in tutto e per tutto da voi e che accompagnerà la vostra vita (e quella della vostra famiglia) per tanti anni, quindi è giusto ponderare, ragionare, prendersi il proprio tempo.

Ma per quanto difficile possa essere, vi a accorgerete che la ricerca del cucciolo è un’avventura meravigliosa piena di colpi di scena. Vi darà la possibilità, se affrontata “godendosi il viaggio”, di vedere tanti meravigliosi cuccioli, di visitare luoghi diversi tutti i week-end, di conoscere persone interessanti (e a volte anche un po’ strambe, in realtà).
L’obiettivo è il più sfidante: trovare un cucciolo che sia sano, intelligente e bello (l’ordine non è casuale).

Il Buon Allevatore e il Cagnaro
Il Pastore Tedesco è una delle razze più diffuse, e se da un lato questo è un pregio, perché sottolinea la versatilità e le doti (intelligenza, coraggio, equilibrio fra le altre) di una razza adatta sia al lavoro, sia alla vita in famiglia; dall’altro però espone l’acquirente al rischio di incappare nei molti venditori disonesti o improvvisati (in gergo Cagnari) che sfruttano il successo della nostra amata razza ai fini esclusivi del loro profitto. Incuranti delle basilari norme dell’allevamento e della selezione, i Cagnari producono cucciolate a ripetizione fregandosene dell’età dello stallone e della fattrice, della loro consanguineità, delle malattie genetiche come la displasia dell’anca, delle condizioni igieniche in cui avviene il parto e in cui vivranno i cuccioli nei loro primi giorni, dell’età a cui devono essere venduti i cuccioli, del pedigree e così via.

Ne consegue che internet non è il luogo giusto per scegliere il cucciolo, così come non lo sono i negozi di animali, nei quali spesso e volentieri capitano cuccioli di dubbia provenienza. Il luogo giusto in cui scegliere il cucciolo, soprattutto se non si è molto esperti, è senza dubbio l’allevamento, nel quale potrete vedere con i vostri occhi la struttura, i cani e conoscere una delle figure chiave nella vostra lunga e difficile avventura: il Buon Allevatore.
Attenzione, non voglio dire che tutti i venditori su internet, tutti i privati e tutti i negozi vendano cani poco sani, o brutti o chissà cosa. Il mio intento però è ridurre al minimo i rischi in una ricerca che comunque presenterà numerose incognite, anche adottando scrupolosamente tutte le più caute attenzioni. E l’allevamento è il luogo in cui almeno si possono toccare le cose con mano e in cui si può parlare direttamente con le persone. Ma dire allevamento è dire tutto e niente. Ovunque abitiate lungo lo Stivale, nel raggio di 200 Km avrete una quantità sterminata di allevamenti: quale scegliere allora?

Scegliere l’allevamento
Se potete, fatevi aiutare in tutto il percorso di scelta del cucciolo da un esperto della razza. Purtroppo non sempre questo è possibile (ahimè quasi mai!), ma sarebbe ideale conoscere qualcuno di fiducia da cui ricevere consigli e a cui appoggiarsi in caso di dubbi. Io, per esempio, non ho avuto questa fortuna, e quindi?
Studiate, documentatevi, imparate il più possibile sulla razza, cominciate anche a visitare qualche allevamento, giusto così, per vedere concretamente come funziona questo magico mondo. Magari potete anche andare a vedere qualche raduno o qualche prova di lavoro nei paraggi per prendere contatti e porre domande agli esperti.
Quando vi sentite pronti a cominciare la selezionare degli allevamenti, per fare una prima scrematura, potete utilizzare tutti gli strumenti a vostra disposizione: internet (in questo caso prezioso); i conoscenti, la sede SAS a voi più vicina, ecc. Per affinare la scelta chiamate l’allevamento e otterrete tutte le informazioni che volete, andate anche a fare una visita, magari anche veloce, per farvi un’idea.

Secondo la mia opinione è un buon risultato quando si riduce la scelta a tre allevamenti. Ancora una volta ricordo di non avere fretta – ovviamente quanto ci metterete dipende anche dal tempo che avete a disposizione – e di ponderare i pro e i contro di ogni allevamento per metterli a confronto.
Ed ecco infine una lista delle cose che consiglio di considerare per trovare l’allevamento che fa per voi.

L’allevamento
In Italia ci sono tanti ottimi allevamenti e sicuramente alcuni sono vicini a voi. Io infatti suggerisco, se è possibile, di non scegliere un allevamento troppo lontano, altrimenti costringerete il cucciolo, dopo averlo già messo a dura prova separandolo dalla mamma, dai fratelli e dalla sua casa, ad affrontare un lungo e faticoso viaggio in auto con degli sconosciuti (voi). Inoltre la vicinanza vi renderà più facile effettuare un numero di visite maggiore.
In generale nella ricerca dell’allevamento vi consiglio di non basarvi solo ed esclusivamente sul blasone, in quanto anche allevamenti poco pubblicizzati, che magari hanno pochi cani o non hanno il sito internet, possono essere comunque validissimi: allevare e selezionare bene il pastore tedesco non c’entra con queste cose.

Quali caratteristiche deve avere l’allevamento che cercate?
• Aspetto generale: è molto importante. Non mi riferisco alla grandezza – ci sono ottimi allevamenti anche di piccole dimensioni, ma a ciò che comunica al visitatore: si vede subito se un allevamento è trasandato o male organizzato. Allevare cani non è come vendere cose, quindi io voglio poter percepire l’amore e la passione che l’allevatore pone nel suo mestiere, anche da come gestisce la struttura.
• Igiene: deve essere pulitissimo, gli ambienti e i box per i cani immacolati, con il giusto spazio e ben tenuti, i magazzini ordinati.
• Spazio: oltre alle necessarie zone al coperto è fondamentale che siano presenti ampie aree all’aperto che consentano ai cani di scorrazzare sull’erba in libertà.
• Cani: non importa che il loro numero sia elevato, però si deve vedere bene che sono in salute, allegri, vigili, ben curati, puliti, ecc.

Il Buon Allevatore
Trovare un allevatore in cui riporre fiducia e instaurare un buon rapporto con lui è fondamentale. Egli è non solo colui che più di ogni altro vi può aiutare nella scelta del cucciolo, ma è anche una importante figura di riferimento (assieme al veterinario) che potrà sempre fornire preziosi consigli anche nei mesi e negli anni successivi all’acquisto.

Di seguito ecco cosa io cerco nel Buon Allevatore:
• deve essere disponibile, paziente e mettervi a proprio agio, in questo modo vi sentirete più liberi di tempestarlo di domande, anche quelle che vi sembrano più stupide;
• deve esporvi con chiarezza le informazioni di base e le implicazioni principali connesse all’acquisto del cucciolo (salute, alimentazione, gestione, ecc.);
• deve consigliarvi in base alle vostre esigenze e non solo in base alle sue disponibilità;
• deve consentirvi di visitare l’allevamento (non solo una volta) e di vedere i suoi cani;
• deve spiegare gli obiettivi che stanno alla base del suo modo di fare selezione e di allevare;
• deve spiegarvi con chiarezza le modalità in cui effettua la vendita dei suoi cuccioli (con regolare ricevuta, non prima dei 60 gg. di età previsti dalla legge, con il microchip, vaccinati, sverminati, con il libretto sanitario, in possesso di pedigree, eventuali garanzie aggiuntive, ecc.).

Nella lista si legge sempre la parola “deve”, bisogna tenere presente che l’allevatore è tipicamente una persona molto impegnata (gare e raduni, accoppiamenti anche all’estero, relazioni, approvvigionamenti, ecc.) e che a volte può essere complicato riuscire a combinare un incontro, ma una volta compresa la sua sincera disponibilità, voi sarete pazienti e non vi abbatterete né vi irriterete. Che beffa se proprio lui è l’allevatore che può darvi il cucciolo dei vostri sogni e voi lo escludete perché una volta non ha risposto al telefono oppure ha rimandato un appuntamento al quale tenevate tanto.

Ed ecco invece, in ordine sparso, di chi diffido:
• di coloro che per una ragione o per l’altra non vogliono fare visitare l’allevamento;
• di coloro che per una ragione o per l’altra non permettono di vedere i genitori dei cuccioli e i loro pedigree;
• di coloro che danno la certezza sull’esenzione alla displasia dei cuccioli (in quanto, se vi siete documentati, sapete che non è possibile garantirla);
• di coloro che affermano che il cucciolo costa molto di più se è provvisto di pedigree (cosa falsa in quanto il pedigree costa poche decine di euro);
• di coloro che dicono di non dare importanza al pedigree, che è solo un pezzo di carta e che l’importante è che il cane stia bene;
• di coloro che propongono un acquisto in nero (sarà anche più difficile far valere i vostri diritti in caso di problemi).

Un elemento inatteso
Dopo aver visitato tanti allevamenti, percorso migliaia di chilometri in macchina, aver visto centinaia di pastori tedeschi di ogni età, sesso, taglia e colore, alla fine una scelta la dovrete pur fare!
Ma proprio in questa fase entra in campo un elemento che forse non avevate messo in conto, un elemento che se ne frega di tutti i consigli che fino ad ora vi ho dato e della cura con cui avete affrontato i vari aspetti della vostra ricerca ma che allo stesso tempo non potete eludere. Questo elemento si chiama Fortuna.
Avete visitato più volte i vostri tre allevamenti preferiti, magari escludendone uno (o addirittura due!) lungo il cammino, avete rotto le scatole per mesi ai vostri Buoni Allevatori, ogni notte prima di addormentarvi avete messo a confronto ogni singolo elemento con cura maniacale.
Nonostante ciò, l’elemento Fortuna è decisivo e potrebbe allungare i tempi anche in termini di mesi. L’allevatore che avete scelto ha, o avrà a breve, a disposizione dei cuccioli? L’accoppiamento che tanto vi piaceva ha dato o darà i frutti sperati? Sono tutte domande alle quali forse non avevate pensato, eppure a volte le cose non vanno affatto come avevamo immaginato. Desideravate un maschio ma sono nate tutte femmine! E potrei proseguire con altri mille esempi.
E’ bene che accettiate da subito che l’elemento Fortuna influisce spesso anche pesantemente nei vostri programmi, quindi ancora una volta abbiate pazienza perché prima o poi il vostro momento arriverà.

Scegliere il vostro cucciolo
Ed ecco che la fatidica telefonata arriva! L’allevatore ci chiama, i cuccioli sono nati e stanno bene e presto potremo andare a vederli. Che emozione! Finalmente siete all’ultimo step del cammino: la scelta del vostro cucciolo, la scelta più importante.
La legge prevede che almeno fino ai 60 giorni (in molti dicono che anche 60 gg. sono pochi, altri dicono che sono persino troppi) i cuccioli non possano essere venduti: devono rimanere con la mamma e i fratelli. Se l’allevatore ve lo consentirà però, potrete fare una visita anche prima. Probabilmente non potrete toccarli in quanto, se non ancora vaccinati, sono molto delicati e rischiereste di trasmettere loro delle malattie.
Sarebbe molto importante poter vedere entrambi i genitori ma non sempre questo è possibile, infatti il padre o la madre possono appartenere a un altro allevamento. In questo caso si può prendere appuntamento con il proprietario e andare in un secondo momento a vedere il cane. Se proprio questo non è possibile (magari lo stallone vive in Germania) è comunque obbligatorio poter vedere almeno i pedigree.

Il comportamento del cucciolo
Intanto è bene farsi un’idea sul tipo di cucciolo che volete. Se sarà il cosiddetto cane di famiglia, se avete aspirazioni agonistiche, se vorreste un cane da guardia, ecc.
Naturalmente il cane formerà il proprio carattere nel tempo, un cucciolo di 60 giorni è ancora alle primissime fasi del proprio sviluppo. Prevedere come diventerà un cane da adulto, osservandolo da cucciolo, è veramente un’impresa, persino l’allevatore più esperto può prendere facilmente delle cantonate, però è possibile notare alcuni aspetti che almeno ridurranno un po’ il rischio di trovarvi, un domani, con un cane problematico a livello comportamentale o fisico.
La prima caratteristica da trovare nel cucciolo è la cosiddetta “gioia di vivere”. Il cucciolo deve essere vivace, allegro, deve rispondere agli stimoli, deve partecipare attivamente alla vita sociale della sua famiglia e deve essere desideroso di interagire anche con voi.
Costituiscono un campanello di allarme invece l’apatia, la poca interattività, la poca reattività, l’eccessivo timore, lo scarso appetito.
E’ importante poter scegliere fra più cuccioli. Poterli vedere non solo tutti insieme, mentre giocano e interagiscono liberamente fra loro, ma anche in disparte, per apprezzare come si rapportano con voi che siete dei perfetti sconosciuti. Prendetevi il tempo necessario per stare con loro e conoscerli il meglio possibile.
In molti casi potrete distinguere chiaramente il cucciolo più dominante rispetto a quello più timoroso o più “gregario”, quello più socievole da quello meno espansivo. Ovviamente, lo ribadisco, non c’è niente di predeterminato e ci addentriamo sempre più nel campo delle ipotesi. Inoltre c’è da considerare quale tipo di cane abbiate in mente di trovare.
Sarà fondamentale come sempre l’aiuto del Buon Allevatore, che conosce bene tutti i cuccioli, che li vede crescere quotidianamente e il cui compito è di fornire i giusti consigli in base alle esigenze degli acquirenti.

Nota: più di una volta ho sentito e letto di persone che per comprendere il temperamento dei cuccioli si servono del test di Campbell. Questo test, il cui dettaglio è facilmente reperibile sul web, prevede una serie di esercizi ai quali sottoporre il cucciolo per ottenere indicazioni sul suo carattere. I pareri su questo strumento sono molto discordanti, e onestamente anche io nutro dubbi a riguardo, pertanto mi limito a citarlo per informazione lasciando a voi la scelta. Quel che è certo comunque è che il test di Campbell non deve sostituire ciò che ho scritto in precedenza, né la vostra sensibilità o la vostra capacità di osservazione e interpretazione.

Osservazione morfologica del cucciolo
Oltre al comportamento ci sono anche alcuni elementi fisici del cucciolo che andrebbero osservati o comunque verificati con l’aiuto dell’allevatore. Alcune sono cose scontate, ma nella vostra inesperienza e presi come siete da quelle splendide creature, io le scrivo lo stesso per sicurezza:
• accertarsi della buona tipicità, cioè che le caratteristiche morfologiche d’insieme rispecchino quelle tipiche del pastore tedesco;
• verificare, se si tratta di un maschio, che entrambi i testicoli siano scesi nello scroto correttamente (di solito accade nelle prime settimane di vita del cucciolo);
• accertarsi che risponda agli stimoli uditivi, visivi e olfattivi;
• verificare, se possibile vista la giovane età, che la chiusura dei denti sia a forbice (come indica lo standard);
• osservare il colore del mantello, anche se col tempo cambierà, ma per lo meno accertarsi dell’assenza di pigmentazioni strane;
• accertare se si tratta di un cucciolo normo-pelo o a pelo lungo.
Tutti questi aspetti potranno essere riscontrati assieme all’allevatore nel tempo: vi terrete in contatto e spero che farete più di una visita presso di lui. Infatti, per fare un esempio, non è detto che quando vedrete per la prima volta i cuccioli, tutti abbiano già i testicoli ben visibili in posizione. Non è grave, è semplicemente una cosa di cui prendere nota e che verificherete in seguito.
Osservate i cuccioli gli uni vicino agli altri per notare le differenze nella loro struttura e non spaventatevi se vedete che mancano un po’ di coordinazione, cadono e inciampano spesso o si siedono con frequenza, sono cose normalissime.

Il Pedigree
I cuccioli di pastore tedesco devono essere provvisti di pedigree. Questo è l’unico documento che, fra le altre cose importanti che contiene, attesta l’appartenenza del vostro cucciolo alla razza. In sua assenza avrete dei cuccioli sicuramente bellissimi ma non di pastore tedesco.
Non credete a chi vi propone una grande differenza di prezzo tra lo stesso cucciolo venduto con o senza il pedigree perché il suo costo per l’allevatore si aggira attorno ai 30 euro.
Poiché non siete degli esperti, purtroppo dal pedigree dei genitori non ricaverete tutte le informazioni possibili ma sarete comunque in grado di analizzare quelle basilari. Esaminerete l’incidenza di eventuali patologie genetiche degenerative (la displasia su tutte) nella genealogia dei vostri cuccioli, otterrete informazioni sui brevetti e le selezioni dei genitori, sulla loro età e, a livello generale, sul grado di consanguineità. Se avete la fortuna di essere accompagnati da un esperto di fiducia, egli vi spiegherà anche di più, in ogni modo c’è sempre il vostro Buon Allevatore a disposizione!
Non aspettatevi che assieme al cucciolo vi venga consegnato subito anche il suo pedigree perché per ottenerlo c’è un iter burocratico variabile a seconda delle sedi ENCI di riferimento; quello che potete fare però, come ulteriore scrupolo, è di farvi dare dall’allevatore una copia del modello con il quale ha denunciato all’ENCI la nascita dei cuccioli.

Conclusione
Scrivendo questo vademecum ho cercato di trasmettere il messaggio che l’acquisto di un cucciolo non è una cosa semplice né banale. E’ uno degli obiettivi che mi ero dato all’inizio del mio lavoro in quanto troppi sono i casi di cui sono venuto a conoscenza, nei quali l’acquirente si è trovato in difficoltà nelle varie fasi dell’acquisto per le ragioni più disparate. Ma due errori che proprio non riesco a perdonare a chi intende comprare un cucciolo di pastore tedesco è di affrontare la cosa con superficialità o frettolosamente, magari per la smania di portare il cucciolo a casa.
Per non allargare troppo l’argomento del mio scritto, ho preferito non soffermarmi su alcune tematiche, che non per questo ritengo meno importanti. Una è la scelta del sesso del cane (meglio maschio o meglio femmina?), un’altra è il prezzo (qual è il prezzo giusto?) e infine ho deciso di dare per scontato:
• che avete optato per un cucciolo e non per un cane adulto;
• che scegliendo il pastore tedesco, abbiate già capito che il suo standard non è rappresentato né dal Commissario Rex, né da Rin Tin Tin;
• che scegliendo il pastore tedesco, abbiate preso in considerazione i pro e i contro, in base a quella che è la vostra vita e in base a quello che siete disposti a offrire. Per esempio se abitate in un monolocale di 10 mq, avete 94 anni, lavorate 23 ore al giorno e avete paura dei cani, difficilmente sarete in grado di gestire adeguatamente un pastore tedesco (sarà lui a gestire voi!).
E poi c’è ancora un’altra cosa che voglio dire a proposito della scelta del cucciolo, e l’ho tenuta come ultimissima perché una volta terminato di leggere le tante parole che ho scritto, rimanga bene impressa nella vostra mente.
Al di là dell’allevamento, dell’allevatore, del carattere, della morfologia, di tutte le tecniche e le nozioni che potrete mai imparare, alla fine ciò che vi farà capire veramente che proprio quello fra i tanti è il vostro cucciolo è una cosa sola: il cuore.

N.d.r. Un ringraziamento particolare al nostro utente Hidetora per aver *rielaborato* quanto presente nelle discussioni del Forum sull’argomento in oggetto.

Falsa gravidanza

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Falsa gravidanza (o gravidanza isterica)

La Falsa gravidanza o Pseudogravidanza o Pseudociesi o anche galattorrea viene in realtà descritta come uno spontaneo sviluppo della ghiandola mammaria con secrezione che va da un liquido chiaro fino al latte.

Punto primo: sempre e comunque c’è una qualche forma secretiva, maggiore o minore in pseudogravidanza (il proprietario della cagna può non notarla perché minima ma c’è).
Associati alla falsa gravidanza (una sindrome non una malattia vera e propria) ci sono spesso alcuni segni uniti alla galattorrea (produzione lattea, o siero) come la realizzazione del “nido”, e comportamenti materni nei confronti di oggetti vari (pupazzi, giocattoli) quando disponibili.

La falsa gravidanza è un fenomeno normale nella cagna intera (non castrata), fino all’ 87% delle cagne intere possono mostrare nella loro vita segni di falsa gravidanza (dati da prendere con cautela). Non è una patologia ma al massimo un disturbo.
I segni della pseudogravidanza compaiono in genere alla fine del diestro quando cioè il progesterone in circolo scende repentinamente. Questo avviene all’incirca dopo 7 settimane dalla fine del proestro (calore evidenziato dalle perdite ematiche), sebbene il lento declino del progesterone cominci verso i 13-16 giorni dopo l’inizio del diestro (fase successiva all’estro).

Per capire la sequenza:
Proestro (calore con perdite ematiche)
Estro (fase fertile)
Diestro (gravidico o meno il progesterone è comunque alto)
Anaestro (fase di quiescenza).

In dettaglio i segni di falsa gravidanza possono comparire da 3 a 14 (!) settimane dopo l’estro con il 57% delle cagne che mostrano tale condizione dopo 3 o 8 settimane.
La falsa gravidanza non predispone le cagne ad una maggiore incidenza di patologie del sistema riproduttivo, ad esempio piometra (infezione dell’utero).

IN GENERALE: il trattamento farmacologico di cagne con segni clinici modesti di falsa gravidanza non è necessario. La durata dei segni clinici è mediamente intorno le 6 settimane.
Quando esiste uno stato di fastidio intenso nella cagna, dovuto all’ingorgo mammario per elevata produzione lattea, ha senso applicare in modo alternato compresse (garze sterili) calde-fredde per alleviare il fastidio.

E’ fondamentale evitare di mungere la cagna perché ciò stimolerebbe semplicemente la produzione lattea.
In casi molto gravi è talvolta necessario utilizzare dei tranquillanti. Attenzione però, lasciateli scegliere al veterinario, perché alcune molecole possono avere l’effetto di aumentare pesantemente la produzione lattea.

Dal punto di vista terapeutico esistono possibilità diverse che vengono applicate a discrezione del Veterinario (per favore evitate il fai da te) e che, in funzione della intensità del fenomeno e con particolare riferimento alla galattorrea prevedono: progestinici, cabergolina o metergolina etc. che riducono la secrezione ipofisaria di prolattina.

Per quanto riguarda il rischio di provocare mastiti andando a toccare la linea mammaria della cagna questo è reale nel momento in cui lo si fa con le mani sporche e senza prendere precauzioni igieniche di base.

Gioco con le due palline

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Il gioco con le due palline è quello più usato per insegnare al nostro cucciolo (ma anche all’adulto) alcuni comandi base importanti.

Di cosa abbiamo bisogno: due palline IDENTICHE

COME INIZIARE:

  • fare in modo che il cane focalizzi l’attenzione sulla prima pallina, ad esempio facendola rimbalzare con la mano, successivamente agitare la mano come per lanciarla, finché il cane è pronto a inseguirla

primo movimento:

  • pronunciare un comando (es. “VAI!”)
  • lanciare la pallina a una distanza media, non troppo avanti, 15 metri indicativamente

primo rinforzo:

  • appena il cane sta abboccando la pallina, rinforzarlo (es. “BRAVOOOO!”)
  • il rinforzo automatico è costituito dal fatto che il cane abbocca la pallina desiderata

secondo movimento:

  • chiamare il cane con il suo nome
  • appena si volta a guardarci, attirare la sua attenzione facendo rimbalzare la seconda pallina
  • dare il comando per il richiamo (es. “TORNA!” o “VIENI!”) mimando di porgergliela

terzo movimento:

  • appena il cane arriva da noi con la pallina in bocca, dare il comando “LASCIA!” e far rimbalzare la seconda pallina

secondo rinforzo:

  • appena il cane lascia la prima pallina, rinforzare con un “BRAVOOO!”
  • istantaneamente, dare il comando “VAI!” e lanciare la seconda a una distanza media (es. 15 metri)
    (QUINDI STIAMO RICOMINCIANDO COME SOPRA)

quarto movimento:

  • mentre il cane sta andando a recuperare la seconda pallina, raccogliamo da terra la prima pallina che ha lasciato

ELEMENTI DECISIVI:

  • il tempismo con cui si esegue ogni movimento
  • il timbro di voce con cui si danno i comandi: NEUTRO
    e con cui si danno i rinforzi: CHIARO (DOLCE)
  • se il cane non esegue correttamente, correggerlo con un “NO!” di timbro SCURO (ASPRO)

Il caso frequente, ad esempio, è che il cane lasci cadere la prima pallina quando lo richiamiamo a noi con la seconda pallina (secondo movimento) in tal caso, immediatamente dopo aver detto “NO!” andiamo con passi decisi a raccogliere la pallina e torniamo al posto di lancio (il cane dovrebbe seguirci).

vVolendo innestare complicazioni successive in questo gioco, oltre all’invio, al richiamo e al riporto, possiamo inserire altri comandi come:  SEDUTO, TERRA, etc.

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