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Standard del Pastore Tedesco

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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

STANDARD DEL PASTORE TEDESCO

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Classificazione FCI
Gruppo Cani da pastore e bovari (1)
Sezione Cani pastore (1)
Sottosez.
Standard
  1. 166 del 23/03/91 ([en]/[fr])
Nome Deutscher Schäferhund
Varietà
Tipo
Origine Germania
Altezza al garrese 60-65cm
Peso ideale 30-40kg
Lista di razze canine

Il Pastore tedesco è una razza canina di origine tedesca (come dice il nome). Il pastore tedesco viene anche chiamato pastore alsaziano, in quanto, nella Francia e nell’Inghilterra della prima guerra mondiale, ogni nome che ricordasse i popoli nemici veniva cambiato; così si diffuse l’uso di definire la razza Pastore alsaziano. Questo uso si è in parte mantenuto fino ai giorni nostri per definire per lo più i soggetti di grande taglia e a pelo lungo (vedi paragrafo Storia). La sua dote principale è quella della versatilità di impiego. Oggi viene raramente utilizzato come conduttore di gregge, mentre è molto diffuso nei servizi di Protezione civile come cane da valanga, e da ricerca di persone disperse, sia in superficie che in macerie; è diffuso come cane da guida per ciechi (anche se in questo campo sta venendo soppiantato da razze come il Golden Retriever ed il Labrador Retriever), ed è diffusamente impiegato dalle Forze di Polizia di tutto il mondo come cane antidroga e antisommossa. Tutto questo oltre ad essere un eccellente cane da compagnia, oltre che da guardia della proprietà e da difesa personale. Il Pastore tedesco è anche una razza molto utilizzata nell’ambito cinematografico. In Italia la razza è ben allevata ormai da diversi decenni. La più importante manifestazione cinotecnica al mondo di questa razza è la “Siegerschau” che si svolge annualmente in Germania, alla quale partecipano centinaia di soggetti, tra i più rappresentativi del mondo. Attualmente dagli allevatori tedeschi viene fatta una dura selezione che adotta come criteri la funzionalità e il carattere.

Storia

Il selezionatore della razza fu il Cap. di Cavalleria Friedrich Emil Max Von Stephanitz, alla fine del XIX secolo. Il suo scopo era quello di ottenere una razza da lavoro, robusta e ben addestrabile, utilizzando vari ceppi locali di cani da pastore presenti in diverse regioni della Germania. Le due tipologie principali sulle quali si basò il Cap. Von Stephanitz furono: il pastore del Baden-Württemberg, regione confinante con l’Alsazia, un cane robusto, di taglia medio-grande e di pelo lungo di colore nero-focato, ed il pastore della Turingia, di taglia leggermente inferiore, più scattante ma anche maggiormente aggressivo, con pelo corto di colore grigio. Ripetuti incroci e selezioni di queste ed altre varietà portarono entro la fine del XIX secolo alla stabilizzazione della nuova razza, e alla fondazione, nel 1899, del primo club di razza, lo Deutsche Schäferhunde Verein (S.V.). Il primo standard venne pubblicato nel 1901.

Aspetto

Il pastore tedesco è un cane di taglia media, leggermente allungato, forte e ben muscoloso. Il carattere è equilibrato, dai nervi saldi e sicuro di sè, di indole normalmente tranquilla con i familiari, non si può però dire lo stesso del suo rapporto con altri animali ed umani estranei. È docile, caratterizzato da buona combattività, tempra e coraggio, caratteristiche che lo rendono facilmente addestrabile a tutti gli impieghi, dalla guardia alla difesa, dalla pastorizia all’accompagnamento.

La testa è cuneiforme e la fronte leggermente convessa quasi senza solco mediano. Ha occhi a mandorla molto scuri. Le orecchie sono erette, a punta e rivolte in avanti, il naso è diritto, con tartufo di colore nero. La mascella e la mandibola sono forti. Possiede 42 denti con chiusura a forbice. Ha un collo e un dorso robusto.

Gli arti anteriori sono diritti e paralleli mentre quelli posteriori sono leggermente arretrati. La pianta del piede è dura e di colore scuro. La coda di solito arriva fino all’altezza del garretto e nella parte inferiore ha il pelo più lungo. Il pelo è duro, di lunghezza media, fitto, ben aderente e con abbondante sottopelo; il colore è nero con focature rosso-bruno, brune fino al grigio; il colore può essere anche nero o grigio uniforme con sfumature più scure. Lo standard esclude il pelo lungo ed il colore bianco, sebbene un’unica macchia bianca è ammessa all’altezza dello sterno.

L’altezza al garrese, per i maschi, è tra i 60 e i 65 cm ed il peso va dai 30 ai 40 Kg. Per le femmine l’altezza è tra 55 e 60 cm con peso tra 22 e 32 Kg.

Le patologie più ricorrenti, dovute più ad uno spregiudicato allevamento commerciale che ad una predisposizione morfologica, sono la displasia congenita dell’anca, del gomito e del ginocchio.

Cure

Il cucciolo ha bisogno di moltissima socializzazione verso: altri cani e animali, persone, luoghi particolari (strade trafficate per abituarlo ai rumori e ai veicoli ecc) non è un cane per principianti ed è utile seguire insieme un corso di addestramento (andare insieme in un campo cinofilo serio e addestratelo seguendo i consigli dell’istruttore). Non usare metodi coercitivi perché potrebbe diventare riottoso e testardo oppure un cane terrorizzato e sottomesso.

Non è consigliato lavare il pelo ogni settimana con shampoo, si rovina il pelo e aggrava il cuoio capelluto. In caso si dovesse sporcare basta un semplice panno bagnato con acqua e aceto. Ogni mese, come per tutti i cani, va data la compressa per la filariosi cardio-polmonare e nelle zone mediterranee, come l’Italia meridionale e insulare, è fortemente consigliata anche una profilassi contro la leishmaniosi. Per il cucciolo è fondamentale socializzare sin dai tre mesi di vita con cani di altre razze, perché così nella maggior parte dei casi il cane da adulto non è aggressivo ed è abituato alla sottomissione. Inoltre, è utile portarlo spesso fuori a contatto con le persone. Il miglior addestramento è quello basilare: terra, resta, riporto. Non è opportuno invece l’addestramento alla difesa, in quanto può causare disagio sia al proprietario che agli estranei: il ruolo ideale della razza è quello di cane da compagnia, se abituato ad amare ed essere dolce è un “cucciolone” anche da adulto.

 

Addestramento e agonismo del Pastore Tedesco

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Addestramento e agonismo  del Pastore Tedesco

Il pastore tedesco è un cane molto duttile: viene spesso impiegato dalle forze dell’ordine come cane anti-sommossa, anti-droga, anti-esplosivo, come cane guida per ciechi, come cane da ricerca e soccorso.

Se dopo un corso di educazione di base vi appassionate ed intendete proseguire, ci sono molteplici attività a cui dedicarsi valutando le attitudini del vostro soggetto. Le elenchiamo in modo molto sintetico…

  • Esposizioni: si tratta di competizioni atte e mettere in evidenza i soggetti per quanto riguarda la loro morfologia e peculiarità caratteriali.
  • Utilità e difesa: si tratta di prove (Ipo) che mettono in evidenza le doti caratteriali del cane e il suo grado di addestrabilità in tre diverse sezioni: ricerca, obbedienza e difesa.
  • Obedience: in queste prove viene valutata l’obbedienza ed il rapporto che si crea tra cane e conduttore.
  • Agility: queste prove sono una sorta di percorso ad ostacoli dove il cane segue le indicazioni del conduttore per eseguire il percorso correttamente.
  • Soccorso: in questa attività si insegna al cane a cercare dispersi in superficie, sotto macerie o sotto valanghe, o a recuperare persone in acqua.
  • Sheepdog: in Italia non è molto diffuso, ma in Germania il pastore tedesco viene utilizzato per la conduzione delle greggi e sottoposto a prove di lavoro su bestiame.

LA SELEZIONE DEL PASTORE TEDESCO

La selezione viene effettuata per attestare che il soggetto rientri morfologicamente e caratterialmente nello standard di razza e quindi possa essere utilizzato nella riproduzione. Può essere effettuata dopo i 20 mesi di età; il soggetto deve aver ottenuto almeno il Buono in un’esposizione, avere l’esenzione da displasia dell’anca (e presto sarà obbligatoria anche l’esenzione da displasia del gomito), aver superato l’Ipo 1 (prova di lavoro, aver superato la prova di resistenza (che consiste nel superamento di 20 km di corsa) e presentarsi alla selezione dove, oltre che alla prova morfologica (valutazione del soggetto mediante misurazioni e controllo della dentatura) dovrà superare anche una prova caratteriale (indifferenza allo sparo e prova di difesa) in cui dovrà dimostrare sicurezza ed equilibrio.

Riportiamo di seguito i difetti più visibili che escludono il cane dalla selezione e che possono essere notati fin da cucciolo.

  • CRIPTORCHIDISMO e MONORCHIDISMO: queste patologie, che escludono il cane dalla riproduzione, si possono osservare nei maschi, già da cuccioli. Consultate sempre il vostro veterinario di fiducia per maggiori delucidazioni.

Il Criptorchidismo è la circostanza in cui uno od entrambi i testicoli non discendono nello scroto. Esso può presentarsi come carattere isolato o legato ad altri disturbi nello sviluppo sessuale. Il Criptorchidismo è considerato il disordine riproduttivo più comune nei cani ed è un fattore ereditario recessivo.
Molto più raro e il monorchidismo, in cui vi è lo sviluppo di un solo unico testicolo.
Nel soggetto maschio normale, durante lo sviluppo fetale, i testicoli sono situati nelle vicinanze dei reni, migrando poi nella cavità addominale e discendendo infine nello scroto. La discesa testicolare, processo apparentemente semplice di spostamento da una zona all’altra dell’addome, è invece molto complicato.
Esso è costituito da un’interazione, la contrazione dei muscoli addominali e la pressione intra-addominale, dettata da una relazione tra ormoni androgeni, secrezione non androgene e predisposizione genetica.
Attualmente la ricerca assicura che è probabile che geni multipli siano responsabili dello stato di criptorchidismo. Solitamente i testicoli risultano discesi nello scroto già a 10-14 giorni dopo la nascita. Soltanto una minima percentuale presenta la discesa dei testicoli nello scroto, per un periodo più lungo. Dopo i 6 mesi di età, la mancata discesa dei testicoli dall’addome allo scroto, è considerata un’anomalia sospetta, inerente allo sviluppo sessuale. La palpazione dello scroto fornisce una prova efficace della presenza o meno dei testicoli. L’assenza di uno od entrambi i testicoli discesi nello scroto a 8 settimane di vita, garantisce una diagnosi di criptorchidismo. Una volta diagnosticato il criptorchidismo, l’esame ecografico sarà utile per individuare la presenza dei testicoli nella cavità addominale o nei tessuti circostanti lo scroto.
Il monorchidismo può essere determinato soltanto attraverso l’analisi quantitativa del testosterone nel plasma, che si trova in quantità nettamente inferiore a quello presente in un cane avente ambedue i testicoli.

  • IL PELO: il colore bianco così come il pelo lungo sono difetti che comportano la squalifica; se il vostro scopo sarà quindi quello di possedere un cucciolo da compagnia non vi saranno problemi, ma se cercate un cane per dedicarvi a qualche attività agonistica dovrete tenerlo in considerazione. In base allo standard, il pelo di copertura deve essere folto, diritto, duro e ben aderente sulla testa, compreso l’interno delle orecchie; sulla parte anteriore degli arti, piedi e dita il pelo deve essere corto, sul collo invece più lungo folto. Sulla parte anteriore degli arti il pelo si allunga fino al metacarpo o fino al garretto, mentre sulle cosce esso forma come dei calzoni. I colori ammessi sono: nero con focature regolari brune, gialle fino a grigio chiaro, con sfumature scure ( tracce nere su base grigia o bruno chiaro con relative focature chiare), nero, grigio unito oppure con focature chiare o brune. Sono ammesse piccole macchie bianche al petto o anche la parte interna dei fianchi molto chiara, non auspicabile. Il pelo di base e sempre leggermente grigio, tranne che nei soggetti neri.
  • DIFETTI DELLA CHIUSURA DENTALE: i cuccioli sviluppano la prima dentatura attorno alle 3-4 settimane di vita. Questi denti detti “da latte” verranno sostituiti da quelli permanenti attorno ai 5-6 mesi. Gravi difetti della chiusura dentale sono già visibili da subito; la dentatura del pastore tedesco adulto deve essere robusta, sana e completa (42 denti in conformità alla formula dentaria) e presentare una chiusura a forbice (foto 3), ossia gli incisivi della mascella devono combaciare a forbice con quelli della mandibola. La dentatura a tenaglia, oppure quella sporgente superiormente od inferiormente è da considerarsi difettosa; lo stesso vale per i larghi interstizi tra i denti (posizione distanziata dei denti). E’ pure difettosa la disposizione in linea retta (non a leggero arco) degli incisivi. Mascella e mandibola devono essere ben sviluppate e robuste, affinchè i denti siano collocati in profondità nelle gengive.

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Chiusura a Forbice

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