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Traumi da evitare

Posted on 06 dicembre 2014

Il senso della gerarchia é innato nel cane come in tutti gli animali che vivono in branco. Istintivamente – crescendo – il cane vorrà definire il suo ruolo nel branco e cercherà di diventare il leader. Questo istinto si rivelerà, un giorno, anche se cresciuto accanto all’uomo e se avrà la possibilità di imporsi, sarà lui la guida del suo gruppo (uomo-cane), non accetterà più di riconoscere al conduttore il suo ruolo di guida.

E’ necessario evitare che ciò accada, l’uomo deve saper precedere il manifestarsi di questo istinto, prevenire il cane nello stabilire tempi e modi di individuazione del leader. L’uomo dovrà fare in modo di non mettere mai in discussione il suo ruolo “guida” con interventi opportuni e non frustanti, fin da quando lo farà giocare da cucciolo.
Abbiamo sottolineato l’importanza che il cucciolo durante il gioco abbia la massima libertà di azione. Questa sua libertà dovrà essere interrotta di tanto in tanto immobilizzando a terra il cucciolo con la pancia all’aria tenendogli una mano sullo sterno. Il cucciolo sentendosi trattenuto si divincolerà e cercherà di liberarsi, ma solo dopo un certo numero di secondi, lo lasceremo libero di riprendere il gioco.
Questa situazione, così simile a quella subita altre volte dalla madre non lo avvilirà ma servirà a ricordargli che l’uomo é in grado di dominarlo.
Nel momento in cui il cucciolo viene liberato dalla sua scomoda posizione sarà più energico di prima.

Nel mondo animale la guida del branco a cui ciascun componente del gruppo si auto-sottomette, conformandosi ad un atteggiamento innato lasciandosi guidare da capo branco (leader).
Il cane si sottomette sempre al leader anche se non sempre gli è facile. E’ perciò agevole comprendere quanto sia importante che riconosca nel suo educatore il suo leader: solo in tal caso l’educatore potrà compiere sul cane interventi efficaci, utili e corretti perché si sarà stabilita una via di comunicazione che consentirà al cane di recepire le indicazioni, di assumere i comportamenti che il conduttore desidera.

Non si deve, però, trascurare il fatto che il cucciolo è predisposto a socializzare ed a collaborare se riconoscerà nel suo educatore un compagno corretto e leale, come corretto e leale con il suo branco é un leader.
Questa reciproca “correttezza” si esplica anche nella coerenza e nella costanza del reciproco atteggiamento una volta definito il rapporto.

Non dobbiamo, altresì, dimenticare che le reazioni del cane sono sempre correlate e proporzionate al contesto concreto che sta vivendo. In questo senso il cane è sempre sincero e non capirebbe il mutare di atteggiamento e di comportamento da parte del suo educatore (cioè del suo compagno) nei suoi confronti, per cause delle quali il cane non é in grado di rendersi conto o che sono estranee al suo rapporto con l’uomo. Non comprenderebbe nervosismo, irritabilità, umore mutevole, improvvisi colpi d’ira nei suoi confronti. Questo il cane non lo potrà mai capire perché questo atteggiamento è tipico dell’uomo e non dell’animale. Nei confronti del suo educatore il cane sarà sempre del medesimo umore ed anche il suo compagno “educatore” dovrà esserlo per farsi comprendere con facilità. Il cane può mutare umore e comportamento solo se ammalato.

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